Il Decreto Salva-precari del settore scolastico, presentato dal Ministro Maria Stella Gelmini a seguito delle “magre” convocazioni dei primi di settembre, ha l’approvazione della Camera dei Deputati ed è pronto per passare al Senato.
Il “contratto di disponibilità”, così è stato definito, è stato così votato: 263 a favore (Pdl, Lega e Mpa), 196 contrari (Pd e Idv) e 33 astenuti (Udc), una conquista difficile ma che lascia soddisfatta il Ministro dell’Istruzione che vede, nell’approvazione del decreto, un segnale di fiducia e unità sui temi che riguardano l’istruzione.
Il Decreto è stato innovato in diversi punti tra i quali:
-il ripristino della possibilità di stabilizzare gli insegnanti con contratti a termine. Tale normativa, inserita nell’articolo I comma i, prevede adesso che “si possono trasformare in rapporti di lavoro a tempo indeterminato solo nel caso di immissione in ruolo, ai sensi delle disposizioni vigenti e delle graduatorie previste dalla legge n°296 del 2006 e dalle sue successive modificazioni”. Il comma, così rielaborato, rovescia la soluzione originaria del decreto che precludeva ai precari sia la stabilizzazione che gli scatti di anzianità.
-la stretta sui permessi in casi di disabilità di famigliari a carico che interferisce sui trasferimenti di provincia. In questo caso le ASL di arrivo, del docente che gode delle agevolazioni previste dalla legge n°104 del 1992, possono verificare nuovamente l’esistenza dell’handicap. Sarà, inoltre, istituita una banca dati unica per tutti i percettori di un trattamento di sostegno al reddito.
-Il ritiro delle risorse rimaste inutilizzate per tre esercizi finanziari consecutivi. Lo stato, in tal caso, potrà utilizzare i fondi per le spese di funzionamento degli istituti.
-la modifica dei libri di testo solo se si modifica l’ordinamento scolastico o la scelta di testi elettronici, cioè in formato misto o scaricabile da internet.
-l’aggiornamento costante del database degli studenti per prevenire e contrastare la dispersione.
-l’introduzione di un preesame alla prova di maturità nel caso in cui gli alunni siano “esterni”, cioè non abbiano frequentato l’ultimo anno in nessuna scuola e che, quindi, non dispongono di uno scrutinio antecedente l’ammissione alla prova di maturità.
-possibilità di convocare supplenti per mezzo di una e-mail certificata.
-possibilità di convocare docenti attraverso la norma “blocca-Tar”. Con questa espressione si intende la possibilità. Fino all’anno scolastico 2010/2011 di convocare i supplenti che si sono iscritti in tre province opzionali secondo la procedura “in coda” – dopo tutti gli altri – e non “a pettine” – una graduatoria per punteggio -. Successivamente a questo anno scolastico sarà data la possibilità ai supplenti di iscriversi in una e una sola provincia in cui la graduatoria sarà “a pettine”.
Le supplenze, inoltre, possono essere trasformate in rapporti di lavoro a tempo indeterminato seguendo sempre il criterio delle graduatorie.
Nel caso in cui si scelga di cambiare provincia il supplente attualmente dovrà inserirsi “in coda” della graduatoria perdendo, in questo caso, la posizione che aveva conquistato nella precedente provincia. Dall’anno scolastico 2011/2012, invece, sarà possibile scegliere di cambiare città con un inserimento sarà “a pettine”.
















