Lo scopo di un sito internet non è soltanto quello di mostrare al potenziale cliente la gamma dei prodotti offerti ma, in sé racchiude un principio molto più importante e profondo: rappresenta l’azienda con i suoi valori e i suoi principi cardine.
Chi siamo, cosa vogliamo, dove vogliamo arrivare, tutte domande che trovano una risposta dietro quei codici di programmazione che mostrano al cliente l’identità dell’azienda.
Ed è proprio per questo che un sito internet non presenta una gamma di colori ma si pone in modo estremista: o non si fa o si fa bene.
Tra le caratteristiche che consentono di giudicare un sito internet “buono ed efficace” bisogna valutare la velocità del sito. Redshift Research, un’agenzia che svolge indagini di mercato per conto di Computer Associates ha rilevato che una risposta lenta può causare non soltanto un mancato guadagno per l’azienda ma, addirittura, un danno al marchio e alla reputazione dell’impresa stessa.
Un sito internet poco chiaro nei suoi link di accesso o con transazioni online che non vanno a buon fine altro non fanno che sviluppare stress e frustrazione per l’utente che, stanco di “perdere tempo” decide di cambiare sito e, con un click, l’azienda ha perso uno stakeholder potenzialmente interessante. Il campione che è stato preso come riferimento per l’indagine è abbastanza ampio da ritenerlo, addirittura, indispensabile come parametro per la valutazione della customer satisfaction, - termine inglese ormai naturalizzato in Italia per definire la soddisfazione del cliente-.
“dai 2.500 utenti, dislocati nei cinque principali paesi dell'Unione Europea (Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Spagna) è emerso che il 34% degli interpellati concede a un sito non più di 10 secondi per rispondere e caricare la pagina, prima di abbandonarlo e passare a un altro. Trascorsi 20 secondi, il 62% ha esaurito la pazienza e, allo scadere del minuto, l'86% ha superato la propria soglia di tolleranza e passa a un altro sito Web”.
I web designer, nel creare un sito internet, devono stare attenti alla lentezza nel caricamento delle pagine Web, ai messaggi d'errore e alla scarsa intelligibilità delle informazioni visualizzate; tali cause rappresentano l’abbandono del sito internet rispettivamente nelle percentuali dell’ 82%, 68% e 50%. Tale problema aumenta se l’azienda punta direttamente alla vendita online. Certo e-bay non sarebbe diventato tra i principali siti di scambio merci se avesse creato stress e irritazione ai propri clienti!
I siti internet presi come riferimento, però, non riguardavano esclusivamente il commercio ma anche quelli che forniscono informazioni. Giornali online e siti di approfondimento, infatti, sono utilizzati frequentemente dal 95% dei fruitori di internet. L’immensa gamma di scelta e la competizione tra i diversi siti internet accessibili principalmente gratuitamente ha portato a creare una società di fruitori internet con altissime aspettative per la performance; se si incontra un problema o un errore online, soltanto il 3% è disposto ad accettare che sia risolto oltre le 24 ore ma la quasi totalità degli utenti pretende di avere risolto il problema entro dieci minuti (46%), o accetta un’attesa entro i limiti di un’ora (80%).
Tale esigenza, inoltre, non è contraccambiata da una disponibilità a segnalare l’errore, solo un utente su quattro comunica all’amministratore del sistema un eventuale problema. L’azienda, pertanto, deve assumere un atteggiamento proattivo di monitoraggio per individuare e risolvere immediatamente eventuali malfunzionamenti.
















