Il Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, in occasione dell’ultima seduta del CIPE, il consiglio interministeriale per lo sviluppo economico del paese, ha sottolineato l’importanza di garantire, in tutto il territorio italiano, un servizio a “banda larga”. Nel XXI secolo, era di internet e della
tv digitale, è impensabile che alcune aziende, siano esse del settore pubblico o privato, non possano usufruire di un servizio internet veloce e facilmente accessibile.
Un investimento, questo, che garantirà al paese di crescere economicamente permettendo alle aziende private di velocizzare le procedure sia con i clienti che con i fornitori e alle aziende pubbliche un migliore contatto con i cittadini. Procedure indispensabili queste affinché le imprese italiane siano veramente produttive e competitive con il resto d’Europa e che, per il settore pubblico, garantirà la piena realizzazione delle procedure informatizzate già annunciate dai Ministri alla Giustizia e alle pubbliche amministrazioni. Abbandonare il rame – materiale utilizzato per la connessione “lenta” -, inoltre, garantirà alla nazione una ricaduta del PIL dello 0,2 % e oltre 60.000 posti di lavoro.
Al Premier Berlusconi, è stato presentato un investimento di 800 milioni di euro che non dovrà essere affrontato esclusivamente dallo stato poiché, tale innovazione, può essere vista come un’opportunità d’affari per le aziende private operanti nel settore delle telecomunicazioni.
Il Ministro Scajola, in modo proattivo, ha redatto un documento relativo a progetti per l’assegnazione di quasi 400 milioni di euro suddivisi tra la riconversione di aree industriali in crisi (€ 150 mln); trasferimenti di funzioni da Invitalia all’Isa, l’istituto per lo sviluppo agroalimentare (€ 150 mln); stanziamento per le zone franche urbane in Abruzzo (€ 45 mln) e nel resto d’Italia (€ 50 mln).
Pier Paolo Olivo

















