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Giovedi, 17 Maggio 2012

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Facebook: gestire le relazioni pubbliche aziendali attraverso le nuove tecnologie



     

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Il mezzo di comunicazione del futuro? Già da qualche decennio si parlava di internet ma, adesso, possiamo essere più esatti nella definizione e non parliamo genericamente del world wide web ma di un portale che in pochissimo tempo è riuscito ad entrare nella vita di milioni di persone: Facebook.

Gli addetti alla comunicazione esterna in un’azienda, a prescindere dalle dimensioni, devono acquisire dimestichezza con questo strumento che permette, gratuitamente di sviluppare e intrattenere le relazioni pubbliche. Eh, sì, bisogna parlare di “relazioni pubbliche” nel senso globale del termine e non settorializzare con “marketing” o “pubblicità”.

Quando si parla di relazioni pubbliche si intendono tutte le attività di comunicazione il cui obiettivo è quello di: sviluppare relazioni, mettere in comunicazione istituzioni, organizzazioni, persone, strutture, con la loro utenza o clientela di riferimento; con questi soggetti si intendono i cittadini, privati cittadini, le istituzioni, le aziende, gli organi di stampa e i consumatori.

Facebook, la cui traduzione letterale è “libro” e “faccia”, cioè quelle pagine di un libro virtuale in cui l’individuo racconta se stesso, la propria attività, i propri ideali e aspirazioni, consente all’azienda di esprimere la propria identità, informare i consumatori e gli stakeholders delle novità e, al contempo, fidelizzarli. Le pagine della rete sociale possono anche includere link al sito web dell'azienda o a siti di e-commerce diretti come, ad esempio, Ticketmaster o Amazon.

A beneficiare di questo strumento gratuito di diffusione sono principalmente le piccole aziende che riescono a ridurre i costi di promozione e fare di Facebook il luogo indispensabile nel quale esporre la propria insegna. Non si tratta soltanto di creare comunità online, avere a costo zero un sito internet o creare un gruppo di fan ma anche quello di poter accedere facilmente alle informazioni personali degli utenti che, registrandosi sul portale autorizzano la consultazione dei propri dati dagli “amici” virtuali. Basta guardare una banale statistica per rendersi conto di essere di fronte a un potentissimo strumento di comunicazione capace di influenzare le scelte dei consumatori: ad oggi le “Fan Page” sono 1,4 milioni e in esse si ritrovano ogni giorno circa 10 milioni di fan.

L’azienda, però, non deve far affidamento esclusivamente sulle opportunità del “social network“ poiché l’abuso di questa rete, in cui si intrattengono le relazioni sociali, ha indotto molti datori di lavoro a “oscurare” l’accesso al sito dopo avere constatato che i propri dipendenti vi passavano troppo tempo.
Alla stregua di una vera e propria campagna di relazioni pubbliche l’utilizzo di Facebook deve essere adeguatamente programmato e studiato; l’imprenditore deve porsi una semplice domanda inerente all’obiettivo che intende perseguire e, dalla risposta che ne deriva, iniziare la procedura di accesso al web. Le risposte in questione possono essere riassunte in alcune tipologie:

-Attirare un maggior numero di clienti?
-Costruire o rafforzare la capacità dei consumatori di riconoscere il mio marchio?
-Creare un luogo di ritrovo per offrire assistenza alla clientela?

Facebook è uno strumento molto ampio e, per questo, dispersivo: ottimizzare le risorse di tempo canalizzandole nelle strategie veramente efficaci e di successo rientra all’interno delle strategie aziendali basilari.

Come iniziare a diffondersi? Innanzi tutto chiedendo ad amici, parenti e dipendenti di diventare “fan” della propria pagina e chiedere di “condividerla” con tutti i propri contatti – un utente medio ha circa 130 contatti -. Il passo successivo è quello di aspettare che il passaparola abbia effetto e, al contempo, muoversi con la pubblicità.

Fotografie, commenti, video e informazioni utili rendono più dinamica la pagina e, di conseguenza, più attraente: alcune statistiche condotte dai gestori del portale facebook dimostrano che le pagine di maggior successo sono quelle che riproducono con precisione la personalità dell'azienda.

Alcune raccomandazioni per coloro i quali vogliono creare – o migliorare – la propria Face Page:

-non creare messaggi con i quali si invita soltanto a comperare: facebook non serve per vendere ma per comunicare e interagire.

-Risponde sempre ai fan e a chi vi critica: a prescindere dal valore del commento ciò che importa è incrementare la funzione di ascolto, necessaria per rendersi conto delle opinioni dei consumatori e acquisire informazioni importanti per migliorare l’attività.

-Aggiornare sempre i contenuti delle pagine, questo stimola l’utente a visitare spesso la pagina.

-Utilizzare sempre gli status update e i newsfeed per informare i fan di avvenimenti speciali, concorsi, occasioni particolari e qualsiasi altra cosa interessante.

E se queste considerazioni non sono sufficienti a convincere sull’utilità di questo potente strumento di comunicazione si riporta a seguire il contributo di Chris Meyer, un fotografo americano, che racconta come ha incrementato i suoi guadagni.

“Sono un fotografo specializzato in matrimoni, fino a qualche tempo fa sfortunato nel procurarmi clienti con la pubblicità tradizionale. Un'inserzione di una pagina intera su una rivista per promessi sposi non aveva dato frutto alcuno e la presenza a una fiera commerciale soltanto quattro prenotazioni, sufficienti a malapena a coprire le spese sostenute per lo stand. Facebook, invece, si è rivelato una fonte digitale di ricchezza. Mi sono rivolto alle giovani donne nella fascia di età 22-28 anni della zona metropolitana di St. Paul a Minneapolis che avevano indicato di essere fidanzate nell'apposita casella dei loro profili personali. Ho speso circa 300 dollari negli ultimi due anni per postare pubblicità su Facebook ma mi sono procurato incarichi di lavoro per oltre 60mila dollari di guadagno. Adesso i tre quarti dei miei clienti arrivano da Facebook, o tramite le pubblicità o grazie alle raccomandazioni da amico ad amico. Così se Facebook non esistesse, sarei senza lavoro. Specialmente di questi tempi è necessario far fruttare al massimo ogni singolo dollaro investito in pubblicità”.

 

 



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