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Giovedi, 17 Maggio 2012

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OCSE trasmette il rapporto sull’andamento dell’economia italiana



     

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Un panorama nebbioso per l’economia italiana è stato delineato dall’OCSE, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nonostante si registrano i primi di segnali di ripresa economica e il PIL comincia a tornare in positivo, rimangono ancora preoccupanti i dati relativi al livello di

occupazione e debito pubblico.

Il 2009 ha fatto registrare un prodotto interno lordo pari a -4,8% ma, al contempo, le previsioni per il prossimo biennio vedono il dato tornare con il valore positivo e, precisamente, +1,1% per il 2010 e +1,5% per il 2011; i valori saranno raggiunti soprattutto grazie all’incremento della produzione.

La ripresa economica, quindi, c’è e ha cominciato a dare i suoi frutti, da quanto si legge dal rapporto semestrale sull'andamento del sistema economico, già nel corso del terzo trimestre.

La recessione nel nostro paese è iniziata molto presto ma, le migliori condizioni finanziarie, hanno contribuito a restituire la fiducia e rilanciare la domanda interna; adesso bisogna puntare sull’export per garantire la ripresa anche a livello internazionale.

Più difficile, invece, si prospetta la situazione del debito pubblico, del deficit, dell’inflazione e della disoccupazione:

-il debito pubblico nel 2010 salirà al 115% del PIL,  nel 2011 al 120% e condurrà alla necessaria individuazione di politiche di risanamento dei conti pubblici e di contenimento della spesa.

-il deficit dovrebbe attestarsi a quota 5,4% nel 2010 a fronte dei 5,5 punti percentuali previsti per l'anno in corso e del 5,1% calcolato per il 2011.

-l’inflazione dovrebbe attestarsi quest'anno allo 0,7% per raggiungere nel 2010 quota 0,9% e portarsi nel 2011 intorno allo 0,8%.

-il tasso di disoccupazione nell’area “Euro” comincerà a ridursi soltanto tra un biennio, fino ad allora vedremo un tasso che si alzerà al 9,4% del 2010 e 10,8 del 2011. Questo dato potrebbe influenzare la crescita economica a causa della mancata fiducia dei consumatori.

L’OCSE ha anche ammonito l’Italia sull’utilizzo dello scudo fiscale e sui rischi che si incorrono adottandolo; questo provvedimento, infatti, dovrà essere visto – si legge nel rapporto – “come una misura straordinaria nell'ambito dell'impegno generale alla trasparenza sugli scambi di informazioni sulle tasse recentemente concordato a livello internazionale, altrimenti i contribuenti potrebbero arrivare alla conclusione che siano probabili altri condoni fiscali”.

Il parere dell’organizzazione per lo sviluppo economico del resto era condivisa dal direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, dichiarando che “lo scudo fiscale può avere effetti negativi sugli incentivi dei contribuenti a pagare le imposte in futuro”.

 Scarica il documento redatto dall’OCSE relativo all’economia italiana


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