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Giovedi, 17 Maggio 2012

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Il Ministro delle Politiche agricole attende due risposte da Bruxelles per il settore caseario italiano



     

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Il Ministro delle Politiche agricole ha varato un decreto che attende l’assenso di Bruxelles; sinteticamente la prima normativa prevede che i formaggi italiani debbano denunciare la quantità di latte straniero che contengono, indicando le percentuali per Paese di provenienza; la seconda, invece, il

divieto di aggiungere proteine e caseina nella lavorazione del latte.Secondo l’opinione di Giuseppe Ambrosi, Presidente di Assolatte, però, tali normative potrebbero mettere in crisi il settore lattiero caseario italiano poiché la prima normativa andrebbe a incrementare i costi derivanti dalla rigidità negli approvvigionamenti e un serio danno d’immagine. Il “Made in Italy”, per l’industria della nostra penisola, in realtà non riguarda tanto l’origine delle materie prime, vale a dire la regione dalla quale arriva il latte, quanto, più importante, il processo di produzione e lavorazione che viene a seguire. E’ ovviamente un interesse dell’azienda casearia italiana effettuare una seria selezione del latte che acquista per garantire la soddisfazione del cliente e del consumatore.

Il divieto ad aggiungere proteine e caseina, invece, non è stati ben compreso dalle aziende casearie soprattutto alla luce del fatto che l’Europa ha liberalizzato tale utilizzo proprio perché consapevole che tali sostanze hanno la funzione di garantire un risultato costante e standardizzare la qualità del prodotto.

Un problema di competitività che, per le aziende italiane può diventare una perdita nel fatturato, proveniente, per il 10% dall’export. Tale mossa potrebbe indurre alcuni produttori a fallire o a delocalizzare le proprie aziende all’estero e, al contempo, continuare a commerciare i propri prodotti in Italia. Ne deriverebbe, pertanto, un danno per l’intera nazione sia per l’occupazione che per l’export.


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