Le leggi sulle pari opportunità, grazie anche alle “quote rosa” che per legge devono essere garantite, consentono alle donne di entrare nel mondo del lavoro e di avere determinate tutele che non sono messe in discussione; una di queste, ad esempio, è il periodo di astensione per maternità.
Sebbene tale opportunità è stata autorizzata anche per i padri, sono le “mamme” che, a tutt’oggi, riescono a ottenere più facilmente questi permessi di lavoro.
La tematica è stato ribadita da Rossella Sorini, Presidente C.N.A. Impresa Donna Arezzo, che afferma: “Le donne adottano sistemi di conciliazione tra lavoro e famiglia, ma la nascita dei figli resta un momento ancora critico per il mantenimento del lavoro. Una donna che lavora in proprio è meno tutelata delle lavoratrici dipendenti e la conciliazione dei ruoli talvolta rischia di pregiudicare la continuità della propria attività o di determinare la rinuncia a fare figli”.
La conciliazione dei due ruoli, professionale e quello, ben più antico, del “focolaio domestico” in Italia è molto più difficile e, per mantenerlo la donna deve affrontare un costo superiore rispetto alla medesima attività in altri paesi europei quali Svezia, Francia o Danimarca.
Un esempio in tal senso è lo scarsissimo sostegno che si ha con gli asili nido, insufficienti per garantire un servizio universale e quelli privati, talvolta, vanno al di sopra delle possibilità di spesa.
La soluzione, in realtà, è abbastanza semplice da ottenere ed eterogenea nelle azioni: occorre rendere flessibili i servizi, modulare gli orari per sostenere le esigenze delle donne imprenditrici che hanno responsabilità di lavoro non facilmente delegabili o modulabili nel tempo da impiegare. Basterebbe, inoltre, affrontare il problema sociale come un fenomeno che riguarda la collettività e creare delle politiche pubbliche elaborate in concertazione con le parti sociali. E’ statisticamente provato che i paesi in cui tali servizi sono presenti e attivi sul territorio il tassi di fecondità sono più alti.
Il C.N.A. di Arezzo non si ferma all’analisi delle problematiche ma passa alla pratica proponendo di creare un sistema automatizzato e facilmente accessibile per la titolare d’impresa che sceglie di conciliare la vita familiare con il lavoro. La Sorini ipotizza varie azioni: “Un sistema di detrazione fiscale o credito d’imposta o voucher che sostenga la possibilità che il titolare d’impresa o suoi coadiuvanti, in caso di maternità, malattia, formazione, presenza di figli minori, disabili a carico ovvero anziani non autosufficienti possano essere sostituiti, in tutto o in parte, avvalendosi di soggetti in possesso dei necessari requisiti professionali”.
















