Fino al secolo scorso, le case di moda, per diffondere i propri modelli e mostrare alle donne gli abiti facevano girare dei bozzetti e una cartella con le stoffe e i relativi colori.
Poi fu l’avvento delle riviste di moda, delle pagine patinate, delle top model super-pagate e dei fotografi che, piano piano, cominciarono a rivalutare il settore dell’abbigliamento che, da servizio di “serie B” diventava un reportage interessante.
I “costumi” della società, nel senso anglofono e francofono del termine, intesa come le abitudini, atteggiamenti e comportamenti degli individui, si sono evoluti e diventati sempre più esigenti. Non basta più acquistare una pagina in una rivista di moda poiché l’eccessiva produzione nel settore, sia per quanto riguarda la carta stampata sia per quanto riguarda le case di moda, ha reso la commercializzazione dell’abbigliamento in voga sempre più difficoltosa.
Problemi, questi, che hanno investito in modo molto lieve le principali griffe: case di haute couture quali Valentino, Cavalli o Versace, per citare quelle nostrane, hanno semplicemente commissionato la realizzazione di un sito internet che evidenziasse i valori dell’azienda – mission e vision - e il target di riferimento. Opere ben fatte, non c’è dubbio ma, con una nomea di tale spessore virtuoso, è facile mantenere la clientela. Altre aziende di moda, altrettanto famose ma che si affacciano a un target differente, hanno dovuto “sedersi a tavolino” e fare molta più attenzione al nuovo canale mediatico e al modo in cui investire le proprie somme.
Miss Sixty, azienda con sede a Chieti ha un target molto giovane e con prezzi accessibili per la massa. La scelta strategica per la campagna di marketing si è concentrata non soltanto al territorio locale ma si è lanciata, con un buon risultato, nel mercato nazionale e internazionale.
Inserzioni pubblicitarie su riviste e cartellonistica, testimonial scelte tra le star che percorrono il “red carpet” – il tappeto rosso sul quale sfilano i personaggi dello spettacolo per entrare in edifici in cui si svolgono feste d’élite o manifestazioni del settore – non bastano per aggredire il mercato in modo efficace. Ed ecco che si presenta, a sostegno di queste azioni, anche l’ultimo – in ordine cronologico – canale di informazione: internet.
Come attrarre, però, questo target giovane, curioso e sempre più esperto nelle tecnologie digitali?
Non è difficile capire che, nonostante i tempi si siano evoluti, i principi basilari della psicologia e sociologia dell’educazione sono rimasti punti fermi : il gioco, a prescindere dall’età, è ancora uno strumento efficace per infondere valori, principi e comportamenti.
In passato, circa 20 anni fa, un regalo gradito alle bambine era “Gira la Moda”, creato e commercializzato dalla MB; a distanza di parecchi anni, le nuove generazioni sono più smaliziate, più orientate alla tecnologia, ma ugualmente desiderose di giocare. Analizzare le tecniche della scienza dell’educazione, ad un primo approccio, potrebbe sembrare inutile per una casa di moda ma, un buon agente di marketing, invece, sa che deve avere un quadro completo degli atteggiamenti, comportamenti e abitudini dei soggetti coi quali deve interagire.
Cosa si sa delle consumatrici di “Miss Sixty”? Che sono giovani, amano le nuove tendenze - siano esse tecnologiche o vestimentarie – e utilizzano il gioco come strumento di interazione non soltanto tra loro ma anche con la società che le circonda. Da queste premesse è partito il responsabile della comunicazione di massa e, andando avanti nel suo processo di acculturazione delle nuove generazioni, è arrivato a instaurare delle partnership con produttori di giochi virtuali e gestori di siti internet.
“Stardoll”, ad esempio, è un affermato sito internet non soltanto in Italia ma anche all’estero. Uno sguardo poco approfondito alla Home page lascia immediatamente percepire il target di riferimento – le adolescenti e le giovani donne – e gli obiettivi, latenti e palesi, che desidera raggiungere. Dietro l’intento di intrattenere con software tridimensionali e interattivi, il sito cerca di infondere, nella mente delle utenti, la propria visione della realtà e i propri modelli culturali.
Le sessioni di gioco, analizzate con un occhio più critico, non fanno altro che trasmettere stereotipi da emulare e griffe da scegliere; come ben definisce il nome del dominio “Stardoll”, una bambola che riproduce una persona famosa, i giochi virtuali consentono in modo gratuito - l’unico costo è quello della connessione internet - alla fruitrice di diventare la “consulente d’immagine” di modelle, attrici e cantanti che, in questo periodo, sono in voga.
Raggiunto il successo il gestore del sito internet ha deciso di espandersi e non limitare la possibilità di gioco – e di relativo guadagno – all’utilizzo dell’immagine di alcune dive internazionali.
Sempre appoggiandosi alle nuove abitudini di svago dei consumatori medi, il sito internet ha creato un nuovo spazio in cui è possibile girare, in modo tridimensionale, un centro commerciale, denominato “Starplaza” e guardare le vetrine dei negozi con le nuove collezioni.
Uno spazio molto ambito dalle case di moda che ben comprendono, dal numero di visitatori del sito, l’importanza di “affittare una vetrina”. Tra quei brand troviamo, appunto, Miss Sixty con le nuovissime collezioni autunno – inverno 2009 che, ovviamente, possono essere acquistate in tutti i negozi autorizzati.
















