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Giovedi, 17 Maggio 2012

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Scajola mette chiarezza sulle energie “assimilate” a quelle rinnovabili



     

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Il Ministro allo sviluppo economico, Claudio Scajola ha irmato il decreto che regolamenta i parametri per la risoluzione anticipata e volontaria delle convenzioni del Cip6. La normativa, entrata in vigore ne 1992, prevedeva degli incentivi statali per le energie rinnovabili e assimilate. Quest’ultima dizione,

però, è stata soggetta a un’interpretazione troppo libera al punto da degenerare e favorire la realizzazione di impianti inquinanti che venivano addebitati con un “sovrapprezzo nella bolletta dei contribuenti pari al 7%. Agevolazioni per pannelli solari e inceneritori sono stati, paradossalmente inglobati nella stessa legge. 

Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente, plaude a questo decreto ritenendo “Lo stop anticipato ai Cip6 una buona notizia, perché gli incentivi alle fonti assimilate previsti da queste agevolazioni hanno tolto soldi alle vere rinnovabili mentre le risorse che sono state date in questi anni alle fonti inquinanti sono stimabili in decine di miliardi”.

Il testo di legge che sarà presentato al Parlamento modifica la parte inerente a impianti “realizzati e operativi” con “autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la realizzazione anteriormente all’entrata in vigore della presente legge”. In questo modo anche termovalorizzatori come Acerra si garantiscono un futuro.

 


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