Ieri, 15 dicembre, era l’ultimo giorno utile per ricorrere allo scudo fiscale e riportare in Italia i fondi depositati in modo illegittimo all’estero. Il Governo, però, avrebbe deciso di prorogare i termini di scadenza al 30 aprile 2010 e la conferma sarà data nei prossimi giorni quando sarà firmato il decreto
“milleproroghe”. La dilazione della scadenza dovrebbe essere accompagnata da un lieve incremento dell’aliquota che dal 5% passerà al 6-7%. Un’eventuale slittamento al 30 aprile comporterebbe un gettito alla sanatoria – che al momento si attesta ai 5 miliardi - di circa 110 miliardi di euro. Un’ulteriore “boccata d’aria” che consentirà di coprire ulteriormente le spese previste nella finanziaria 2010.
Daniele Piccolo, Vicedirettore di Albertini Syz, ha sottolineato i problemi che si sono venuti a creare: “Negli ultimi quindici giorni dello scudo si sono concentrate due circostanze: la naturale tendenza degli italiani a fare le cose all'ultimo ed il sovrapporsi di circolari dell'agenzia delle entrate che, andando ben oltre al semplice chiarimento, hanno di fatto modificato ed ampliato alcuni passaggi”.
A favore della proroga si sono espressi anche il Direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, che si auspica da parte del Governo italiano un “regalo di natale” e la Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che ritiene un’opportunità la proroga con una percentuale più alta: “Lo scudo ha raccolto una quantità importante di risorse, che era l'obiettivo del governo. Noi abbiamo sempre detto che lo scudo poteva essere un male necessario per capitalizzare anche le imprese, adesso la lotta all'evasione fiscale deve diventare più forte”.
Pier Paolo Olivo

















