Incontro a Roma tra Governo – rappresentato dall’Autorità Garante dell’Energia e dal Ministero dello Sviluppo economico, l’Azienda Alcoa, i sindacati e le regioni – Veneto e Sardegna – coinvolte. La riunione si è svolta assumendo, come punto di partenza, le condizioni di fornitura dell’energia elettrica da
erogare a partire dal 1 gennaio 2010. Presente all’incontro anche la società Terna, azienda che, secondo la Legge Sviluppo, ha la competenza di garantire gli obiettivi inseriti nell’accordo. Quest’ultimo, firmato il 9 dicembre u.s prevedeva il raggiungimento di un prezzo certo di 30 euro a megawattora, per consentire la prosecuzione della produzione di alluminio negli stabilimenti della multinazionale americana in Sardegna e in Veneto.
Un incontro chiarificatore che non deve più lasciare adito a dubbi né da parte del Governo che ha approvato la legge Sviluppo per incrementare le competitività delle aziende e del sistema industriale in generale, né da parte di Alcoa in merito alle intenzioni di proseguire la produzione così come in altri stabilimenti europei. Il Ministero italiano sostiene di avere posto le migliori condizioni possibili per incentivare l’aziende a mantenere gli stabilimenti che oggi sono nell’occhio del ciclone, Portovesme in Sardegna e Fusina in Veneto. Tra le misure adottate:
-il già citato prezzo di 30 euro per Megawatt;
-migliori ancora le condizioni dell'interrompibilità, aggiornate il 28 dicembre u.s. che prevede un ulteriore sconto se si stacca la corrente nei momenti di picco;
-il rispetto delle direttive comunitarie che non lo assimilano ad “aiuto di stato”. Questo aspetto è di grande interesse per Alcoa che è stata già multata dall’Unione Europea per sconti ottenuti in bolletta (l’ammenda è valsa 300 milioni di euro).

















