26 Maggio 2013

Studiare il comportamento degli iscritti di Facebook per incrementare la visibilità dell’azienda


               
     

Facebook continua a crescere in visibilità e accessi; ormai non si tratta più di chattare con l’amico/amica, inviarsi foto e cercare ex compagni di scuola. Il social network, ormai, è diventato un importante veicolo di comunicazione e marketing attraverso le pagine di fan club e i gruppi di appartenenza.

Aprire una pagina facebook, per l’azienda, rappresenta un semplice ed economico veicolo di diffusione sia se si commerciano prodotti – o servizi – nell’ambito locale sia nell’ambito nazionale o internazionale. “Economico ed efficiente” sono diventate le parole chiave per questo nuovo strumento a disposizione delle aziende ma, dato che si parla di imprenditori, la domanda sorge spontanea: “Quanto”?

Sì, bisogna anche capire se lo strumento funzione, se è seguito poiché, come qualsiasi altra strategia aziendale, bisogna costantemente correggerla, adattarla alle nuove situazioni o condizioni:
-ci sono pochi iscritti?
-il numero degli iscritti è elevato ma la partecipazione è blanda?
-gli iscritti partecipano ma non c’è un riscontro nelle vendite?

Fino a poco tempo fa l’unico mezzo per misurare la performance delle pagine è stato elusivamente di tipo “quantitativo”, senza tenere conto della qualità delle relazioni sociali. Oggi, invece, grazie a una ricerca condotta da FrozenFrogs s.r.l , un’agenzia digitale specializzata nella comunicazione sui media emergenti, è possibile quantificare l’efficacia degli investimenti aziendali.

L’imprenditore deve capire le eventuali problematiche e mettere in atto delle azioni per risolverli e, per questo, non serve necessariamente un consulente esterno ma, almeno per il principio, basta prendere come modello i case history delle aziende che sono riuscite a “penetrare nel cuore” – o nei click - degli utenti ed evitare gli errori delle aziende “meno linkate”. Un valido supporto, in questo frangente, può essere una riunione di gruppo dopo aver scelto la strategia di svolgimento più indicata (la tecnica del brainstorming o la teoria sinettica potrebbero essere d’aiuto).

Ecco alcuni esempi riscontrati dagli utenti dei social network.

Sono riusciti a diventare “brand ammirati”:
-Ducati per la forte coesione tra le attività della pagina, i fan e il mondo delle corse sportive;
-Fiat perché ascolta e risponde: un ottimo Social CRM;
-Dolce & Gabbana rappresenta presenza completa in FB che sfrutta ogni possibilità offerta da Facebook;
-Barilla esprime una giovane presenza in FB che sa già premere i giusti pulsanti;
-Vodafone è una presenza ironica e divertente che sa sfruttare il momentum.

Sono “brand ammirati”:
-Prada crea engagement anche senza un mantenimento ufficiale;
-Piaggio perché il mito esiste, i fan sono in attesa e si auspicano un maggiore lavoro da parte dell’azienda;
-Gucci rende i fan partecipi all'attività dell'azienda;
-Nolita su Facebook regge il confronto con le grandi case di moda.

I “brand che hanno deluso”, infine, sono:
-Unicredit e Intesa Sanpaolo nonostante siano i maggiori istituti in Italia no presenti con le pagine delle sedi locali in Slovenia.
-Ferrari non è presente e stupisce dato che si era imposto come “un pioniere del branding” nel web;
-Wind non appena sono partiti si sono bruciati per avere incentivato una presenza in anarchia

 Se si vuole dare uno sguardo approssimativo e generico bisogna dire che gli istituti di credito non puntano sulle opportunità di facebook mentre automotive e case di moda riescono a imporre i proprio modelli e collezioni in modo immediato, veloce e, soprattutto, automatico.

Se un utente ha un particolare interesse oppure un hobby non deve “sforzarsi” di trovare il tempo di entrare in un motore di ricerca per trovare informazioni ma, al contrario, sarà l’amministratore del gruppo (interno all’azienda) che provvederà a informare tutti i suoi fans sulle novità del prodotto. E’ uscita la collezione primavera – estate? Ci sono le offerte promozionali? Il nuovo modello è già disponibile nel concessionario più vicino? Tutte le informazioni che le aziende vorranno diffondere, con un semplice click “rimbalzeranno” sulle bacheche di tutti gli utenti che “condividendo”, “commentando” o aderendo semplicemente con “Mi piace” moltiplicheranno la visibilità della news per il numero dei loro amici virtuali che, a loro volta, potranno fare altrettanto. In questo modo, semplice e poco costoso l’azienda può trasformare una semplice “informazione” in comunicazione bidirezionale. Facebook, quindi, può essere identificato come “un canale che, paragonato ai tradizionali (e misurato come i tradizionali) sembra di poco valore, ma ogni singola interazione è un contatto molto più umano che di un semplice giro di impressions”.

Quali sono, allora, le raccomandazioni che bisogna fare alle aziende?
-Reazione positiva degli utenti alle anteprime dei nuovi prodotti, all'impegno ecologico dell'azienda e all'utilizzo di contenuti multimediali.
-dimensioni del gruppo sono inversamente proporzionali al grado di coinvolgimento: più sono affollate meno l’utente avverte l’importanza del proprio contributo o la personalizzazione dell’informazione recependola come mera pubblicità.

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