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Giovedi, 17 Maggio 2012

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5 regioni firmano un accordo per avviare progetti di ricerca che garantiscano competitività e sviluppo



     

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Eugenio Baronti, Assessore all’università e ricerca della Regione Toscana, ha comunicato di avere firmato un protocollo d’intensa per l’erogazione di fondi pubblici per incentivare la ricerca all’interno degli atenei universitari:

Investire nella ricerca vuol dire investire nel futuro. La ricerca è strategica, soprattutto in questa fase di crisi economica, ed è fondamentale per sostenere l'innovazione e puntare a una riconversione del modello produttivo, in direzione di uno sviluppo più sostenibile. Si tratta –continua l’assessore - di una forma di coordinamento molto operativa, che non crea carrozzoni o tavoli inutili ma che servirà a far crescere una più matura cultura progettuale, anche grazie allo scambio di esperienze e pratiche virtuose. L'accordo non è blindato ma, al contrario, è aperto a ulteriori adesioni. L'auspicio è infatti quello che da questo primo nucleo possa allargarsi molto presto ad altre regioni”.

Il progetto prevede l’utilizzo di oltre 50 miliardi di euro da spendere entro il 2013 ma bisognerà fare molta attenzione nella selezione dei progetti che saranno presentati: l’obiettivo, infatti, è quello di generare sviluppo nel territorio e questo sarà possibile sono con partenariati forti composti da vari soggetti appartenenti al settore pubblico e privato.

La coalizione tra 5 regioni italiane e con Università, organismi di ricerca e imprese è stata ritenuta necessaria dopo avere visto che nei bandi presentati in tutta Italia per il VII Programma Quadro solo il 10% hanno ottenuto il finanziamento.

I soggetti firmatari dell’accordo, oltre al già citato Eugenio Baronti per la Regione Toscana sono: Nicola Mazzocca per la Regione Campania, Claudio Mancini per la Regione Lazio, Fabio Badiali per la Regione Marche e Mario Giovanetti per la Regione Umbria.

“Fare squadra”, quindi, per presentare proposte che siano il più possibile rispondenti con i requisiti previsti nei bandi europei e garantire il successo del progetto e, di conseguenza, poter utilizzare i fondi per lo sviluppo. La ricaduta sul territorio riguarderà principalmente la ricerca che, del resto, è un volano per l’innovazione delle procedure e processi aziendali.


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