Il mercato crocieristico indiano fino ad oggi ha compreso solamente il Sud-Est asiatico e gli Emirati, per il mercato di massa, e il Mediterraneo e il Mare del Nord, per i viaggiatori più sofisticati. Tale business però ha
cominciato a crescere del 10-15% all’anno, un dato che rende plausibile l’ipotesi che possa svilupparsi anche nelle acque dell’Oceano Indiano.
Tuttavia, prima che i grandi gruppi mondiali possano approfittare appieno del boom economico del Subcontinente e della crescente propensione a viaggiare dei suoi ceti medio-alti, passerà del tempo, perché il mercato crocieristico del Subcontinente non è ancora opportunamente supportato né a livello fiscale né a livello infrastrutturale. A bordo delle navi, anche relativamente a quelle dirette all’estero, si devono infatti pagare le tasse locali fino a 200 miglia dalla costa; inoltre i porti non stanno crescendo in modo adeguato (è previsto che a marzo 2010 saranno in grado di gestire solo 743 milioni di tonnellate di merci all’anno contro il miliardo abbondante previsto nel piano di sviluppo) e non sono ancora in grado di ospitare grandi imbarcazioni e di garantire adeguate operazioni di imbarco e disimbarco.
A cura di Interprofessional Network

















