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Giovedi, 17 Maggio 2012

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Responsabilità sociale d’impresa? Unica via sostenibile per le imprese



     

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RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA? UNICA VIA SOSTENIBILE PER LE IMPRESEChe la nostra economia sia in affanno, non è certo un mistero. Gli ultimi anni, a livello mondiale, abbiamo visto una delle più profonde crisi economiche di tutti i tempi. Con uno strascico sulla società civile che non ancora si

capisce bene fino a dove si estenda. E ora che si stanno affacciando timidi ma concreti segnali di ripresa a livello mondiale ed italiano, è il momento migliore per capire gli errori del passato. Per evitarli in futuro.

Da qualche anno, si è diffusa la convinzione che, a guidare il rinnovamento dell'economia, sarà nei prossimi decenni la Responsabilità Sociale D'Impresa. Argomento che, a ben vedere, era già stato introdotto dalla Dottrina Sociale della Chiesa, che ha sempre posto lo sviluppo l'uomo, e non il perseguimento del profitto, al centro del sistema economico. Già ampiamente utilizzata da soggetti del terzo settore, la Corporate Social Responsibility (locuzione inglese che spesso viene abbreviata in C.S.R.) è oggi il vero paradigma di sviluppo economico del futuro, garantendo, alla prova dei fatti, un'evoluzione dell'impresa che vada in direzione del profitto, ma anche verso il monitoraggio dei portatori di interesse e verso la rendicontazione sociale delle attività imprenditoriali, con l'indubbio beneficio di porre l'impresa stessa dentro un sistema di relazioni capaci di tenerla lontana dalle secche di una improvvisa crisi e di contemperare, rendendo elastici i tempi di reazione, le criticità sociali.

In Italia, tra i pochi precursori di questo orientamento, c'è Marco Eugenio Di Giandomenico, docente presso il Politecnico di Milano, ma anche presidente del Consorzio Wylford. Da anni, nel campo delle scienze aziendalistiche, si vanno diffondendo concetti come "sviluppo sostenibile a lungo periodo" – che prescrive la salvaguardia, per le generazioni future, delle medesime opportunità di quelle che sono oggi a nostra disposizione – e "portatore di interesse". Tutti elementi di un nuovo approccio che pone la matrice etica alla base di ogni strategia economia, produttiva, commerciale.

Guardando ad un argomento particolarmente “caldo”, potremo dire che, se fosse stato adottato questo approccio nei decenni trascorsi, non avremmo oggi da pagare un salatissimo conto di scelte scellerate fatte in passato. Tra cui, la questione di Termini Imerese, dove la chiusura degli stabilimenti, ormai decisa, pone oggi una problematica che è anzitutto etica. «Nella mia esperienza di consulente – continua Marco Eugenio Di Giandomenico – mi sono trovato in situazioni in cui l'imprenditore, pur di guadagnare un contributo pubblico, ha rischiato di mettere a repentaglio la fattibilità oggettiva del progetto». In definitiva, il sistema economico italiano, che è stato nutrito di sovvenzioni e finanziamenti pubblici, mostra oggi tutta la sua debolezza. E la strada che adesso si apre (quella della c.d. “economia umanitaria”), è invece fatta di responsabilità sociale dell'impresa e di regole etiche, volta alla soddisfazione, quando possibile, delle legittime aspettative di tutti i portatori di interesse.

Accedi alla scheda del libro di M. E. Di Giandomenico

A cura di Carlo Di Cicco

 


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