Un plafond di 1,6 milioni di euro sono stati previsti per un investimento volto a realizzare dei progetti “Strategici” in Valle d’Aosta. Si tratta, nello specifico di uno sviluppo sostenibile attraverso il rafforzamento della rete
transfrontaliera di monitoraggio della qualità dell'aria (Aera) e l’elaborazione congiunta di politiche di gestione delle energie rinnovabili legate alla filiera bosco e all'energia idroelettrica (Renerfor).
“In considerazione degli obiettivi innovativi e ambiziosi questi progetti hanno comportato un complesso processo di costruzione e di condivisione e permetteranno agli attori regionali dello sviluppo sostenibile di acquisire nuove competenze e strumenti di gestione e monitoraggio dell'ambiente. Grazie allo sviluppo di filiere innovative incentrate sulla gestione delle risorse naturali, le energie rinnovabili si confermano importante volano di sviluppo per l'economia locale”. E’ questo il commento che la Regione Valdostana ha rilasciato in merito a queste iniziative. Le tematiche in questione sono state affrontate a Torino dal Comitato di sorveglianza del Programma di cooperazione territoriale transfrontaliera Italia-Francia Alcotra 2007-2013.
Laurent Vierin, Assessore all'istruzione e cultura della Valle d’Aosta, sottolinea che la Regione ha già ricevuto oltre 26 milioni di euro come stanziamenti comunitari del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), 12 dei quali milioni alle politiche per l'ambiente, alle energie rinnovabili e alla gestione e monitoraggio del rischio. “Questo dimostra la maturità e la qualità dei nostri strumenti di pianificazione del territorio di montagna, riconosciuti ormai sull¿insieme delle Alpi, non solo franco italiane”
Laurent Vierin, Assessore all'istruzione e cultura della Valle d’Aosta, sottolinea che la Regione ha già ricevuto oltre 26 milioni di euro come stanziamenti comunitari del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), 12 dei quali milioni alle politiche per l'ambiente, alle energie rinnovabili e alla gestione e monitoraggio del rischio. “Questo dimostra la maturità e la qualità dei nostri strumenti di pianificazione del territorio di montagna, riconosciuti ormai sull¿insieme delle Alpi, non solo franco italiane”

















