E’ stata siglata l’intesa tra Governo, Regioni e Parti sociali sulla formazione professionale per avviare Interventi a sostegno al reddito e alle competenze nel mondo del lavoro. Tale obiettivo è stato avviato per rispondere in modo
concertato ed efficace alla crisi che ha coinvolto tutti i settori dell’economia.
Dall’accordo che è stato elaborato si legge che la formazione viene organizzata in funzione dei fabbisogni professionali dei settori e delle imprese e tenendo conto della occupabilità e della inclusione sociale delle persone. A tale riguardo particolare attenzione andrà posta alla coerenza tra il ricorso agli ammortizzatori sociali concordato nelle sedi proprie, e il ricorso alle pratiche di politica attiva. Ferma restando la competenza esclusiva delle Regioni in materia di formazione professionale e la conseguente facoltà di valutare autonomamente l’eventuale impiego di proprie risorse finanziarie, il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le parti sociali si impegnano a sollevare concordemente nelle competenti sedi comunitarie, il tema delle semplificazioni e di un utilizzo più flessibile del Fondo Sociale Europeo e le questioni relative al disimpegno automatico (anche in considerazione delle risorse comunitarie accantonate per le politiche attive e passive di cui all’accordo del 12 febbraio 2009). Analogamente le parti si impegnano sul piano nazionale a non introdurre elementi che possano configurare criticità nel flusso finanziario previsto dalle norme al fine di evitare la perdita di risorse. Il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le parti sociali si impegnano a favorire la massima semplificazione nella gestione dei finanziamenti dei fondi per la formazione continua, promuovendone la sussidiarietà riguardo all’intervento pubblico nel rispetto della loro autonomia. L’impegno si estende anche alle procedure di rimodulazione delle risorse dei fondi interprofessionali per la formazione continua in relazione ai bisogni emergenti. Le parti si impegnano, altresì, anche attraverso una valutazione dell’impiego delle risorse destinate alla formazione dei fondi interprofessionali a livello territoriale, a promuovere una più efficiente sinergia tra le risorse pubbliche e quelle private per la formazione con l’obiettivo di sostenere l’occupabilità, nonché di pervenire alla definizione di un modello organizzativo condiviso per l’attuazione degli interventi e l’utilizzo delle risorse. Le parti si impegnano a valutare l’ipotesi di convergere, in una ottica di innalzamento della qualità della offerta formativa e nella prospettiva del necessario raccordo con il sistema dei servizi pubblici e degli altri servizi competenti al lavoro di cui al decreto legislativo n.181 del 2000, verso un sistema nazionale di standard professionali e formativi, di certificazione delle competenze e di accreditamento delle strutture formative rispondenti agli standard omogenei condivisi a livello nazionale.
Le linee guida individuate sono:
1.attivazione di una unità operativa straordinaria presso il Ministero del lavoro per la raccolta dei fabbisogni di competenze e figure professionali rilevati nei territori e nei diversi settori produttivi;
2.impiego diffuso del metodo concreto di apprendimento per “competenze”;
3.ampliamento e diversificazione delle azioni formative in favore degli inoccupati;
4.formazione degli adulti;
5.avvio in via sperimentale per il 2010 di un sistema di accreditamento su base regionale e secondo standard omogenei condivisi a livello nazionale di “valutatori/certificatori”.
Leggi l’accordo che è stato siglato a Palazzo Chigi


















