Il tema delle scelte energetiche, fondamentale per una società avanzata tecnologicamente, si è imposto negli ultimi tempi all'attenzione dei decisori politici e dei mass media. Questo tema è di interesse anche delle università
per le implicazioni sul piano della ricerca scientifica, dell'offerta didattica e dell'occupazione dei laureati.
Questi campi di ricerca non esauriscono l'intero arco delle fonti di energia e la limitazione è imposta dai tempi ristretti che un dibattito ha necessariamente. Ricordiamo l'Eolico, nel quale la Puglia è leader italiano in termini di potenza installata e che sta vedendo un enorme sviluppo in tutto il mondo, la Fusione Nucleare, con un primo impianto, ITER, in fase di costruzione, e il Risparmio Energetico, vera e propria fonte energetica. Tuttavia solare e nucleare costituiscono risposte importanti ai problemi posti dall'uso massiccio dei combustibili fossili (circa l'80% delle fonti utilizzate attualmente). Ricordiamo i due principali: l'inevitabile esaurimento delle riserve naturali e i cambiamenti climatici generati dalla produzione di anidride carbonica.
Interverranno all’evento Mauro Vignolini responsabile dell'Unità Ricerca e Sviluppo del Progetto Solare Termodinamico dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA); Giovanni Bruno, responsabile dell'unità di ricerca Plasma - Materiali dell’Istituto di Metodologie Inorganiche e dei Plasmi (IMIP) del CNR; Nicola Colonna responsabile dell'esperimento nTOF e consulente dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Ai tre illustri ospiti sarà chiesto di esporre i più recenti progressi e le prospettive di sviluppo nei loro campi di interesse dell'opinione pubblica:
− quali sono le prospettive del fotovoltaico, che sembra avere ormai raggiunto i limiti di efficienza e richiede superfici enormi a parità di potenza installata?
− cosa si sta facendo nel campo del solare termodinamico in Italia, a fronte dei 14 GW (equivalenti a 8 centrali nucleari) dei progetti a cui lavora Rubbia in Spagna?
− cosa è cambiato nelle tecnologie della fissione nucleare dal referendum antinucleare del 1987 in termini di sicurezza e di conservazione delle scorie?
Le risposte a queste ed altre domande potrebbero aiutare ad orientarsi nel dibattito, a cui oggi assistiamo, suscitato dalle recenti scelte italiane in termini di impianti per la produzione di energia elettrica. Anche se le scelte in campo energetico devono necessariamente tener conto di un vasto insieme di fattori (economia, occupazione, relazioni internazionali, impatto sociale, ...), è opportuno che esse si poggino su elementi scientifici e tecnici solidi. Questo è il contributo che l'Università e la comunità scientifica sono tenuti ad offrire.


















