Banner Festival comunicazione leaderboard

Giovedi, 17 Maggio 2012

Utenti online:  1566 visitatori online Trovaci su:

Caltanissetta (Sicilia): la Camera di Commercio presenta l’osservatorio economico del Tagliacarne



     

E-mail Stampa PDF

osservatorio economico del TagliacarneLa provincia di Caltanissetta è tra le ultime in Italia per turismo e mercato del lavoro. Malgrado questi parametri negativi, Caltanissetta dimostra di aver saputo far fronte alla crisi che ha colpito l’economia del territorio nel 2009.

E soprattutto dimostra di poter superare la congiuntura negativa e guardare al 2010 come all’anno del ritorno alla normalità. Questa è la sintesi dell’indagine dell’Osservatorio Economico della Provincia di Caltanissetta, realizzato dalla Camera di Commercio con l’Istituto G. Tagliacarne. I risultati della ricerca – svolta su un campione di 500 imprese - sono stati presentati oggi al Teatro Margherita di Caltanissetta nel corso del convegno dal titolo “Realtà economica e potenzialità di sviluppo nel contesto dell’attuale crisi globale”. Il convegno, organizzato dalla Camera di Commercio di Caltanissetta e sponsorizzato da Unicredit Banco di Sicilia, ha offerto l’occasione per fare una seria riflessione sulla situazione economica del territorio e per analizzare le prospettive di rilancio in collaborazione con l’Istituto G. Tagliacarne e con le istituzioni.

Gli indirizzi di saluto sono stati riservati alle autorità politiche e istituzionali del territorio.

Il Sindaco Michele Campisi, ai nostri microfoni, sottolinea che “Caltanissetta ha un’economia povera e, tale svantaggio aumenta soprattutto alla luce della crisi globale. Ritengo che la strategia vincente che bisogna adottare sia quella di supportare e far rinascere innanzi tutto il settore dell’edilizia”.

Il Vicepresidente della Camera di Commercio di Caltanissetta, Salvatore Pasqualetto, ritiene il rapporto del Tagliacarne “La Camera di Commercio vuole porsi come ente promotore di un dialogo costruttivo per tutta la provincia. Lo studio del Tagliacarne, letto con attenzione, può trasformarsi in uno strumento utile per approfondire i temi inerenti tutti i settori economici. L’indagine, infatti, mostra uno spaccato economico utile per una concertazione che consenta di uscire dal sommerso e non solo candidarsi ma soprattutto riuscire a diventare il cuore della Sicilia in termini di iniziative di sviluppo e attrazione di investimenti.

Paolo Cortese, Responsabile dell’Area Studi e Ricerche dell’Istituto G. Tagliacarne, ha illustrato brevemente quanto emerso dalla loro analisi.Il 2009 è l’anno in cui la crisi si è manifestata nella sua forma più acuta. La congiuntura economica globale, tra l’altro, ha colpito una provincia che strutturalmente soffre di alcuni squilibri economici e sociali piuttosto seri, come un tasso di disoccupazione altissimo, più del doppio della media nazionale: il 13,2% per gli uomini, contro l’11,9% della media siciliana e il 5,5% della media nazionale. Anche il tasso di disoccupazione femminile raggiunge livelli drammatici: il 17% di Caltanissetta contro il 17,3% della regione e contro l’8,5% della media italiana. Questi numeri pongono Caltanissetta al sesto posto nella graduatoria nazionale per tasso di disoccupazione. Dall’indagine dell’Osservatorio Economico emerge che Caltanissetta è tra le ultime province in Italia (102esima su 108) per la domanda turistica. I principali indicatori turistici sono eloquenti. L’indice di internazionalizzazione turistica per Caltanissetta è del 10,9%, per l’Italia è del 44,6%. L’indice di permanenza media dei turisti a Caltanissetta è del 2,5% contro una media nazionale del 3,9%. L’indice di qualità alberghiera (cioè della presenza di alberghi a 4/5 stelle sul totale degli alberghi) è del 7,1% contro il 12,4% nazionale. Infine l’indice di concentrazione turistica (arrivi/popolazione) è a Caltanissetta del 17,9% contro il 161% della media italiana.

Malgrado questi gap, Caltanissetta ha saputo resistere alla crisi del 2009. Un trend recessivo che ha avuto i suoi principali riflessi nella contrazione dei consumi delle famiglie e dei livelli occupazionali.

Secondo l’assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi: “Attualmente, l’aspetto maggiormente interessato dalla crisi è quello legato ai consumi delle famiglie, seguito da una ricaduta sui livelli occupazionali. A ciò, si aggiunga la sensazione che l’economia sommersa si stia propagando, proprio in un sistema produttivo già caratterizzato da aspetti di concorrenza imperfetta”. Secondo Venturi, che, oltre ad assumere il ruolo istituzionale è imprenditore: “Si tratta di fattori che si traducono in una serie di conseguenze poco favorevoli per il circuito economico locale, come la riduzione degli ordini ed un ingessamento della circolazione delle risorse economiche. Chiaramente, tali aspetti si riversano sulla capacità competitiva e sulla solidità finanziaria del sistema produttivo nisseno”.

L’impatto della crisi in provincia di Caltanissetta è stato avvertito dalle imprese per una riduzione degli ordini da parte della clientela, per una minore liquidità e per maggiori difficoltà a incassare i pagamenti da parte dei clienti. La crisi però può essere vista anche come opportunità di sviluppo. E infatti il 37,8% delle imprese ha ridotto le spese esterne, il 30,8% ha migliorato il rapporto qualità prezzo dei beni offerti sul mercato. Il 18% degli intervistati ha agito sul fronte della razionalizzazione dell’organizzazione dell’impresa. Il 17% sulla ricerca di nuovi mercati interni.

L’analisi trova conferma nelle parole del delegato nazionale di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del Territorio, l’imprenditore Antonello Montante:  “Caltanissetta ha investito in nuovi modelli di ripresa economica che hanno proiettato la provincia su scenari che saranno certamente più rosei e sulla base dei quali Caltanissetta sarà in grado di attrarre maggiormente investimenti dall’esterno”.

Ci sono anche imprese che hanno adottato nuove strategie organizzative e di posizionamento: l’11,6% cambiando politiche di prezzo, il 10% attraverso una razionalizzazione dei flussi lavorativi, il 5% con la ricerca di nuovi mercati internazionali., il 3% attraverso un cambiamento di assetto giuridico. Attraverso l’utilizzo delle leve per uscire dalla crisi, le imprese hanno saputo fronteggiare le dinamiche recessive. E oggi si respira un clima di fiducia in deciso miglioramento. Il 52% delle imprese è già uscito dalla crisi o ritiene di poterne uscire entro il 2010. Ecco perché nel 2010 si prevede un deciso incremento della quota di risorse economiche destinate ad attività di investimento, la cui dinamica è ampiamente positiva soprattutto nei settori del terziario e della filiera agroalimentare. Le imprese dunque sono corse ai ripari, e hanno messo in atto tutti i meccanismi in loro potere per superare le difficoltà. Ma ritengono anche prioritari degli interventi di politica economica sul territorio. Per il 69,8% delle aziende è fondamentale introdurre agevolazioni fiscali. Secondo il 33,8% occorrono incentivi agli investimenti, secondo il 29,8% sono necessari interventi di sostegno per l’accesso al credito. Per il 18,2% del campione sono necessarie nuove politiche per il mercato del lavoro, infine per l’11,4% anche la leva della semplificazione amministrativa potrebbe essere utile per uscire dalla crisi.

Misure come la leva fiscale, come gli incentivi agli investimenti sono senz’altro delle priorità per le imprese, non solo per quelle nissene ma in generale per tutte le imprese siciliane” ha fatto notare Nino Salerno, componente della giunta nazionale di Confindustria, nel corso della tavola rotonda moderata dal condirettore responsabile del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi. “Bisogna stare vicino - dice il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace - agli imprenditori che con il loro lavoro contribuiscono allo sviluppo locale. Sono loro la colonna portante della nostra economia. Questo convegno è un momento importante di confronto anche sul tema del racket e delle azioni in atto per contrastarlo. A tal proposito esprimo la mia solidarietà a Renzo Caponetti, presidente dell’associazione antiracket “Gaetano Giordano” di Gela, che nei giorni scorsi è stato vittima di una vile intimidazione. L’attenzione su episodi come questi deve rimanere alta”.

(nella foto un momento del convegno)

 

 


Vota su Wikio Condividi - Salva
Commenti
Scrivi il tuo commento
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
Titolo:
 
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell'immagine.