Secondo quanto divulgato dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica, durante il 2009 il PIL del paese sudamericano ha subìto una diminuzione dello 0,2%. La recente crisi economico-finanziaria mondiale ha infatti
colpito il Brasile verso la fine del 2008 ed è proseguita per buona parte del 2009, segnando il primo episodio di recessione nel paese dal 1992.
I dati del 2009 legati al settore dell’industria si sono dimostrati i peggiori dal 1996 a oggi: la produzione industriale non era diminuita a tali livelli nemmeno nel periodo di crisi 2001, quando il Governo brasiliano aveva imposto il razionamento dell’energia elettrica; lo stesso vale per il settore agricolo e per gli investimenti. L’unico settore che non ha risentito in modo drastico della crisi è quello dei servizi, che ha registrato una crescita, seppur modesta, rispetto all’anno precedente.
La spinta dell’economia brasiliana durante l’ultimo trimestre del 2009 è attribuibile all’industria e al settore terziario, mentre l’agricoltura ha continuato a registrare una contrazione negativa comparata agli scorsi anni. Anche per quanto riguarda i primi mesi del 2010, i dati sono gli stessi: nonostante il periodo di crisi, il Brasile non sembra aver arrestato la fase di crescita che lo ha visto protagonista nell’ultimo decennio e la ripresa a cui si sta assistendo nel settore industriale ne potrebbe essere la conferma.
A cura di Interprofessional Network

















