Tensione alle stelle tra Fini e Berlusconi, a seguito dell’incontro che si è svolto ieri tra i due leader politici. Se da un lato non si placano le minacce separatiste per la creazione di gruppi autonomi se il PdL continuerà a
supportare in modo eccessivo la Lega, da un altro lato, invece, si risponde che questa scelta comporterebbe, inevitabilmente, l’abbandono della Presidenza della Camera.
Il tutto svolto con la massima civiltà e rispetto delle parti tanto che Fini dichiara: “Berlusconi deve governare fino al termine della legislatura perché così hanno voluto gli italiani. Il Pdl, che ho contribuito a fondare, è lo strumento essenziale perché ciò avvenga. Pertanto il Pdl va rafforzato, non certo indebolito. Ciò significa scelte organizzative ma soprattutto ciò presuppone che il Pdl abbia piena coscienza di essere un grande partito nazionale, attento alla coesione sociale dell'intero Paese, capace di dare risposte convincenti ai bisogni economici del mondo del lavoro e delle famiglie, garante della legalità e dei diritti civili, motore di riforme istituzionali equilibrate e quanto più possibile condivise. Ho rappresentato tutto ciò al Presidente Berlusconi - conclude Fini -. Ora egli ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni”.
Meno accondiscendente, invece, Renato Schifani, Presidente del Senato, il quale annuncia che se ci sarà la tanto paventata rottura sarà necessario andare nuovamente al voto: gli italiani, infatti, devono essere richiamati alle urne per confermare la fiducia al partito del Premier o, invece, cambiare rotta.
Le richieste avanzate da Umberto Bossi, del resto, non sono così assurde, così come sottolinea il parlamentare: “Si è sempre fatto così e non vedo perché se vince la Lega le cose devono cambiare”. A seguito della vittoria delle regionali, quindi, Bossi “chiede” una partecipazione anche al sistema bancario e tale pretesa non vuole in alcun modo essere una prevaricazione nei confronti di Fini ma una richiesta di “quanto dovuto”.
E mentre alcuni esponenti del PdL, come Ignazio La Russa sono delusi dall’atteggiamento di Fini pare che ci sia la “conta dei fedelissimi” disposti a passare dalla parte di Fini.
L’opposizione, invece, ritiene che questa sia un’inevitabile conseguenza di una maggioranza nata con fragilità e portata avanti senza tener conto degli interessi di ciascuno.

















