Era il lontano 1967 quando la tecnologia informatica ha dato la possibilità di salvare i files in supporti tascabili e trasportabili ovunque. Era i floppy disk che le nuove generazioni di adolescenti
disconoscono ma chi ha almeno 25 - 30 anni conosce abbastanza bene.
Adesso questi supporti esterni sono stati superati da CD e pen drive e diventati obsoleti al punto tale che da anni i moderni pc non predispongono nemmeno l’inserimento dei mini dischi.
Il 2011 potrebbe segnare definitivamente la fine dei floppy da 3,5 pollici con linguetta protettiva scorrevole e, a premere il tasto “Esc” per l’uscita dal mercato, sarà l’azienda nipponica Sony.
La curva discendente cominciò con l’accesso al mercato dei CD-ROM, molto più capienti rispetto ai semplici floppy, capaci di contenere una mole maggiore di dati e immagini. Questi supporti hanno avuto bisogno di un po’ di tempo per sostituirsi definitivamente ai floppy poiché questi dischi compatti non erano riscrivibili e, quindi, erano da considerarsi “usa e getta”. Dopo che i CD sono diventati riutilizzabili e potenziati in DVD, ma soprattutto dopo l’avvento dei pen drive con una capienza pari a quella di un laptop (anche oltre i 4 Giga) e con la possibilità di riscrivibilità illimitata come quella dei floppy appare, inevitabilmente, inutile continuare a produrre i supporti che possono contenere fino a 1,44 Mb.
















