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Giovedi, 17 Maggio 2012

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Tremonti e le tasse. Come mettere le mani nelle tasche degli italiani senza farlo notare



     

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Tremonti e le tasse. Come mettere le mani nelle tasche degli italiani senza farlo notarePrimo Mastrantoni, segretario Aduc, l’associazione che tutela i diritti degli utenti e consumatori commenta le dichiarazioni rilasciate dai membri del Governo. Tremonti prima e Berlusconi in seguito,

infatti, hanno rassicurato gli italiani sul fatto che “tremeranno” soltanto le sedie dei falsi invalidi ed evasori fiscali; l’esecutivo, quindi, “non aumenterà le tasse”.
Affermazione nobile e molto gradita dai più che, però, non fanno una semplice riflessione: “Cos’è allora il prelievo, in varie forme e percentuali, su stipendi, pensioni e quant'altro? Formalmente non è una tassa, di fatto lo è”.
Le casse erariali, infatti, hanno bisogno di 30 miliardi, questo anche per adempiere a quanto richiesto dall’Unione Europea e, tali fondi arriveranno direttamente dal taglio dei trasferimenti agli enti locali che, spiega Matrantoni, comporterà “un aumento delle addizionali di competenza di Comuni e Regioni. E non è questo un aumento delle tasse o si considerano solo quelle nazionali”?
Ed ecco allora una proposta che eviterebbe notevoli sprechi di denaro pubblico senza alterare i fondi per gli enti locali: l’ADUC fa notare che “si ripete la proposta (specchietto per le allodole) della diminuzione del 10% delle indennità ai ministri e sottosegretari; sarebbe opportuno, se si vuole dare il cosiddetto segnale ai contribuenti, che si diminuissero i ministri: nell'attuale governo ce ne sono 11 di troppo”. Sempre l’associazione per i diritti dei consumatori aveva in passato anche evidenziato quali ministeri potevano benissimo “saltare” o essere accorpati.
Dall’elenco dei Ministeri senza portafoglio se ne salva soltanto uno: quello della Pubblica Amministrazione innovazione, con a capo Renato Brunetta.
Un altro accorpamento potrebbe essere quello del Lavoro al quale da poco è stato separato dal Ministero della Salute e che potrebbe “riprendere” anche le Pari Opportunità.
La presidenza del Consiglio, inoltre, potrebbe assumersi i compiti di 3 ministeri: per l'Attuazione del Programma di Governo, per i Rapporti con le Regioni e per Rapporti con il Parlamento.
Gli affari esteri, inoltre, potrebbero assorbire il ministero delle Politiche Europee; il ministero dei Beni e Attività Culturali le questioni relative all’Ambiente; il ministero allo Sviluppo Economico, invece, quelle del Turismo.
Per non parlare delle funzioni doppioni; di alcune attività gestite dal sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio sono stati estrapolati 2 ministeri: quello della Semplificazione Normativa e delle Riforme per il Federalismo.
Incompresa dall’ADUC, infine, è la motivazione che ha fatto sorgere la necessità di un ministero della Gioventù.

Tagliare le spese pubbliche e “tirare la cinghia”… tutto questo può essere accettabile ma perché, da buoni “reggenti” non cominciano direttamente a Roma ad abolire sprechi inutili e devolvere i fondi per fornire garanzie alle imprese, vero motore di traino contro la disoccupazione e la crisi?




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