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Giovedi, 17 Maggio 2012

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Terza prova maturità 2010: ultimo scritto prima dell’orale



     

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Terza prova maturità 2010: ultimo scritto prima dell’oraleHanno appena finito di svolgere la seconda prova, e ai 500 mila maturandi del 2010 resta loro solo un giorno per gli ultimi ripassi prima di sostenere la penultima fase della maturità, prima della prova orale finale. Si svolgerà, infatti, venerdì 25 giugno la terza prova multidisciplinare, con largo anticipo rispetto agli altri anni visto che fino all’anno scorso si svolgeva dopo una

settimana dalla seconda prova.
La terza prova verterà su 5 materie studiate durante l’ultimo anno scolastico e, a differenza degli altri scritti, decisi dal Ministero dell’Istruzione e validi per tutta l’Italia, sarà preparata autonomamente dalle commissioni di ogni singolo istituto.
Anticipare la prova per molti sarà motivo di ansia, visto il poco tempo a loro disposizione per prepararsi al meglio, per altri, invece, l’abbreviazione del ciclo di esami, sarà un sollievo, visto che si potrà andare in vacanza, e soprattutto, accantonare i libri, prima del solito.
Intanto il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, annuncia che l’ultimo gradino scritto per ottenere il diploma subirà un’ulteriore modifica entro il 2012: “Sarà una terza prova specifica sottoforma di test a risposta multipla. In Europa sono sempre più diffusi questi test per misurare i livelli di preparazione dei ragazzi e la qualità dell'istruzione e anche noi dobbiamo adeguarci”.
Sempre dal convegno Liberamente, il Ministro parla pure della riforma universitaria la cui approvazione dovrebbe avvenire entro l’estate. In risposta alle numerose critiche a tali riforme, quella scolastica e quella universitaria, la Gelmini ribadisce che "Quello che il governo sta facendo non sono i tagli, ma è un progetto di qualità per avere una buona scuola e un'eccellente università. Credo che se vogliamo, come paese, rispondere alla crisi non dobbiamo solo ridurre i problemi che abbiamo a una questione di quantità di denaro, ma alla fatica di fare le riforme”.

 

A. C.


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