Dai nuovi dati dell’Istat emerge come l’Italia ha scalato due posti registrando un dato negativo che non si aveva dal lontano 2007.In particolare l’Istat ha evidenziato come il nostro paese è passato dal 42,9% del 2008 al 43,2% rispetto al Pil nel 2009.
Per tornare ad una pressione fiscale più alta in Italia, bisogna tornare indietro al 1997, l'anno dell'Eurotassa (ma nel 2007 la pressione del fisco era stata comunque pari al 43,1%).
L'Istat segnala che il dato registrato del 2009 è “l'effetto di una riduzione del Pil superiore a quella complessivamente registrata dal gettito fiscale e parafiscale, la cui dinamica negativa (-2,3%) è stata attenuata da quella, in forte aumento, delle imposte di carattere straordinario (imposte in c/capitale), cresciute in valore assoluto di quasi dodici miliardi di euro”.
Guardando all’ambito europeo, siamo allo stesso livello della Francia ma inferiore a quella di Belgio (45,3%) e Austria (43,8%), oltre che rispetto ai paesi scandinavi, i cui più evoluti sistemi di welfare hanno storicamente richiesto un maggiore ricorso alla fiscalità generale.
Infine l’istituto di statistica rileva come “nel 2009, la diminuzione dei tassi d'interesse ha avuto «un importante ruolo di contrasto alla crescita della spesa pubblica”.
A cura di Francescochristian Schembri
















