Il lavoro finalmente entra nei dibattiti del potere politico. Oggi alla Festa del PD il popolo dei precari ha fatto sentire la sua “timida” ma ferma voce all’interno del dibattito a cui partecipavano John Podesta (nella foto 1. E'
stato alla Casa Bianca capo del personale sotto la presidenza di Bill Clinton e elemento del team di transizione presidenziale di Obama), Felipe Gonzales (è stato Presidente del Governo della Spagna dal dicembre 1982 al maggio 1996 ed è anche stato segretario generale del Partito Socialista Spagnolo (PSOE) dal 1974 al 1997) e il Segretario del PD Pier Luigi Bersani.
I temi che si sono toccati sono stati sicuramente interessanti ed i personaggi sicuramente di spicco internazionale, ma i tentativi di Corradino Mineo (direttore di Rainews24), moderatore del dibattito, di introdurre elementi di discussione sia di politica internazionale che di politica nazional-popolare sono caduti nel vuoto, quando il segretario Bersani ha voluto precisare alla numerosa platea intervenuta che il PD è un Partito Popolare e lui sa perfettamente quanto costa uno “spiedino” e quanto si deve far pagare per non rimetterci, a differenza dell’attuale capo del governo che non conosce i problemi del popolo. Il popolo dei precari alla fine degli interventi hanno ribadito la priorità di discussione sui tavoli di concertazione di recuperare la “dignità del lavoro” come principio basilare di una migliore condizione umana e sociale. Hanno voluto affermare con la loro “entrata in scena” che non servono slogan, ma progetti seri per il futuro.
Di questo ha anche parlato Podesta, che ha difeso con convinzioni le scelte sociali del Presidente Obama e che sulla riforma della sanità in America ha raccolto applausi a scena aperta. Ha parlato nel suo intervento dell’esigenze delle Nazioni di puntare tutto sull’innovazione tecnologica definendola la via maestra per uscire dal tunnel della crisi finanziaria.
Forte critiche sono venute dal segretario del PD Bersani agli alleati del Governo e soprattutto alla Lega. Ha detto che ha tradito la fiducia dei suoi elettori in quanto ha sbandierato da sempre lo slogan “Roma ladrona“ e poi sta insieme a loro nell’attuale esecutivo. Ha soprattutto rivendicato il termine di vero “partito popolare” in quanto a numero di feste sul territorio ne fa di più il PD e non la Lega. Si è avuto l’impressione che gli slogan, più che i discorsi o i progetti politici siano entrati nella terminologia comune e nei discorsi del Segretario del PD. Oggi il Popolo italiano (nella foto 2) chiede proposte e soluzioni ad una qualità della vita che è sicuramente peggiorata rispetto a qualche anno fa. Progetti seri e non slogan, quello che hanno anche chiesto gli insegnanti precari alla fine del dibattito, ma che sicuramente è nella mente di tutti. La politica deve tornare ad occuparsi dei problemi reali e lasciare le trasformazioni strutturali che seguano il loro corso, possibilmente con una condivisione allargata delle forze politiche. Podesta ha specificato qual è la via che Obama
sta cercando di percorrere: recuperare lavoro e spingere molto sull’innovazione per le politiche del futuro.
A cura di Giovanni Firera
Vicedirettore

















