Permane in Europa la preoccupazione sul futuro economico e finanziario dei paesi membri e, a tal proposito, interviene nuovamente il Presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet.
Per i mesi futuri sono state preparate più mosse sia nel piano finanziario sia in quello organizzativo: i governi dell’Eurozona, ad esempio, devono prendere a modello le strategie portate avanti con successo dalla Germania e dall’Austria. In questi due paesi, infatti, a differenza di quanto accaduto negli altri, il tasso di disoccupazione non è cresciuto ma, addirittura, si è ridotto.
Tra le strategie finanziarie si prevedono tassi di interesse invariati ai minimi storici ed estensione fino alla metà di gennaio 2011 per le operazioni di finanziamento contro termine con la modalità d'asta full allotment.
L'estensione degli aiuti centrali è stata decisa a seguito del successo delle politiche economiche che hanno portato una crescita nel corso di questo anno di quasi mezzo punto percentuale (1,6% a dispetto dell'1% previsto a giugno) e una previsione, per il 2011, dell'1,4% invece che 1,2%.
Nel corso di una conferenza stampa il Presidente Trichet ha escluso un ritorno alla recessione. “A questo punto – sottolinea il banchiere -, posso ribadire con maggiore fiducia che questa ipotesi non mi sembra d'attualità (...) Ciò detto, dobbiamo rimanere cauti e prudenti. Non abbiamo intenzione di dichiarare vittoria. Recenti dati economici nella zona euro sono stati migliori del previsto, in parte anche a causa di fattori temporanei. Proiettando lo sguardo nel futuro, la ripresa dovrebbe continuare a un ritmo moderato, anche se l'incertezza continua a prevalere”.
A seguito di quanto dichiarato ieri dal Presidente le borse europee hanno registrato un rialzo di quasi sette punti.
Della stessa politica cautelativa si dichiara Mario Draghi, presidente del Financial Stability Board (FSB). Interrogato al meeting del FSB di Seul il governatore della Banca d'Italia ha invitato a “non trascurare i rischi ancora esistenti legati alla fragilità dei mercati finanziari. Nel breve-medio termine – continua Draghi - la ripresa non sarà robusta e sarà soggetta ad una serie di rischi, in particolare quelli derivanti dal venir meno del ciclo di stimoli fiscali e dalla fragilità e volatilità dei mercati finanziari”.
A cura di Marcella Sardo

















