Due chiacchiere slacciate e scambiate al volo in un bar con un caro amico delle medie, ma ricolme di simpatico ardore da 'Angolo dei sentimenti' parafrasando
un attimo 'il megagalattico Frengo' (che a sua volta visto dal presente 'poteva' anche dare un senso concreto d'insieme allo sproloquio già di per se 'nonsense' della Gialappàs) preanticipano difatti la domenica calcistica del Foggia con nuovamente Z.Zeman in panca alla guida dei satanelli. Fabio infatti, a capo oggi della 'Fabio & Fabio' film comunication ha appena lanciato subito dopo averlo realizzato e prodotto un corto fantascientifico che - mi dice con fremito incontenibile- ad Agosto è stato anche mandato in etere su mtv intorno alle 10 di sera (grande successo per il riscontro avuto quindi come prevedibile, oltre la soddisfazione personale ovviamente).
Ma l'occasione del suddetto incontro è anche un prolifico momento per dar istantaneamente nuova linfa a brevi ed intensi ricordi studenteschi di quando si era poco meno (come si dice in gergo tra ragazzi ancora minorenni) che dei pischelletti ed in balia come molti nostri coetanei di qualche fissa pre-adolescenziale come lo scooterino yamakino Mbk o del Booster a ruote più larghe e metropolitano. Un 'flashback' che ovviamente, tra l'altro, essendo noi meno 'giganti' all'epoca, ci faceva intravedere anche la città, come effettivamente, a sua volta, più vasta e grande di quanto lo possa essere effettivamente oggi (anche sotto differenti e svariati punti di vista). Ma ricordi sostanzialmente più o meno a tratti ironicamente-struggenti ed affettivamente legati al trascorso giornaliero di quegli inizi anni '90, erano dovuti come un ondeggiare boogie-boogie al fatto che si frequentava la scuola Pio XII (in cui oggi sono stanziati ed accasati gli abitanti dell'ex stabile Ompi di via Bari) ubicata proprio di fronte a poche decine di metri dal campetto d'allenamento abituale (specie d'inverno) dell'oratorio S.Ciro dove le due grandi squadre-ed-edizioni del calcio zemaniano spopolarono per ben tre stagioni consecutive in massima serie (per innovazione di gioco e straniamento di risultati) da queste parti e dunque anche a livello nazionale e non solo. E che (etichettate positivamente come irrefrenabili fucine di talenti per lo più di misconosciuti e grande scuola calcistica prima ancora che di vita caratterizzata dall'irrefrenabile ricerca ossessiva della velocità di gioco in campo e dagli scambi smarcanti per il compagno di squadra -e l'avversario- come della profondità di gioco nel cercare il lancio della palla come metodo per scardinare le arcigne difese del calcio italiano tramite la risultante ottenibile grazie ad un pressing asfissiante ed un volume di gioco così sfiancante per l'avversario non accorto o preparato a sufficienza per coprire la superiorità numerica apportata dalla linea mediana in su in fase di possesso ed in quella della tre quarti addirittura come sovente in fase di non possesso come clichè tipico dell'era Zemanlandia 'classe A' grazie ad una fase lineare difensiva estenuante ed altissima nella suo ossequioso schieramento a zona) consentivano in grande\i occasione\i giornaliere alla strabocchevole folla di curiosi passanti e tifosi incalliti che puntualmente si formava ed accalcava all'esterno della recinsione di potersi anche per un'attimo strabuzzare gli occhi (spesso magari infatti non solo per via della pioggerellina che cadeva a catenella e che trapelava tra la selva di ombrelli ed impermeabili vari). Era altrettanto ovvio per noi infatti, come quegli allenamenti di una delle squadre che forse all'epoca esprimeva (secondo parere uniforme), il calcio più effervescente al mondo (e forse anche in gran parte della stessa intera premiere-league 'd'annata'), pottesse in realtà (facendoci diventare molto più attempati) diventare un doveroso 'palliativo-borbonico' per eludere (spesso in massa) l'attenzione dei bidelli (a cui non importava niente del calcio e del Foggia più nello specifico) e parte di intere ore di matematica italiano ed inglese. Nelle ore delle materie 'educative' come potevano esserle (già all'epoca maggiormente sulla carta) invece educazione musicale artistica ed educazione tecnica, si trovava spesso nuovamente 'un'angolo dei sentimenti' apposito dove raggrupparci in gruppo tra una pausa e l'altra estremizzata al massimo da 'un toka-toka-party-ambient' in cui si sperimentavano con grandi dosi di ironia e risate al seguito delle bozze-fumettisctiche 'tra grafic-novel e sconcerto-people' spesso caricaturali su avvenimenti e circostanze che capitavano nelle esperienze gravitanti tra amici in cui a volte anche gli screzi diventavano occasioni meno grette per una ritrovata armonia collettiva (sembra strano ma era quello che avveniva proprio nell'emisfero sportivo calcistico anch'esso intergalattico di Zeman&Co ed a più riprese colto alla grande sempre dal mitico 'Frengo&stop'-per gli amici-). '&C0' come proprio il suffisso-commerciale dei jeans della Levi's o il 'Co' che seguiva il marchio registrato della Cocacola-company. Un Brand vero e proprio. Il must delle nostre massicce dosi d'ironia (manco avessimo appena fatto incetta di latte mentorzata Jin e limone) era dovuto dal suo canto ad un macabro mix acrobatico (grazie anche alla componente sexy a volte molto spinta ma che poteva benissimo contrapporsi già allora al 'nichilismo-esasperato' odierno delle veline) che scecherava azioni e nuvole iperbolizzate di personaggi (dell'epoca e non) in voga estrapolati da serie della tv e\o cartoni animati (rese comunque come detto a fumetto) come la protagonista del film 'Misery' (tratta appunto dalla serie di romanzi best seller di S.Kingh) e da atteggiamenti e sventure di personaggi altrettanto noti e pop come ad esempio 'i Simpson' ,che venivano prontamente calate ed interscambiati nelle esperienze collettive di cui sopra. C'era spazio, unitile dirlo, anche (in fattezze stravaganti) per le urla del boemo (che spesso capitava di scorgere in udito anche essendo nei paraggi limitrofi lo stadio 'P.Zaccheria' durante le fasi pomeridiane di allenamento allo stadio) e di tanti altri personaggi e sponsor (reali o meno) che gravitavano come un frullato impazzito nel processo paradigmatico e pragmatico in parte degli avvenimenti spensierati e calcistico-bizzarri –ricordiamo ancora in breve io e Fabio- che accompagnavano da par loro anche tutta quella miriade di ragazzi ed anche di più adulti che nel fine settimana prendevano a pullulare in centinaia d'innanzi gli immensi e 'vacanti ex-piazzali' dello stadio (dagli spalti quasi sempre stracolmi quando il Foggia la domenica giocava in casa ed anche delle ambientazioni più a maggior ragione surreali quando la ciurma rossonera era di scena in trasferta) come un parallelo processo di fermentazione emotiva (per la consuetudinale partita senza porte-reali) che precedeva nella maniera più platealmente popolare la febbre calcistica-sportiva di una città. 'Post mortem' tutto questo, oltremodo, per la serie 'non solo calcio' o come per le rime struggenti della 'Spigolatrice di Sapri' di L.Mercantini della ballata politico-rinascimentale che precedette la spedizione garibaldina del 1860 dei mille alla vigilia dell'unità d'Italia, per dire inoltre che quando il Foggia di Zeman targato 'zemanlandia bis' è al varo della sua terza partita
in L.p.1^div.G.b ospite degli abruzzesi del Lanciano di mister Camplone, mancanti Regini e Salamon (impegnati con le rispettive rappresentative nazionali under 20), gli stessi uomini di Zeman restano nuovamente in venti 20 (cioè 18) e non 22 (se si escludono appunto Basta e Torta) completamente nuovi ed aggregati nel gruppo in pieno organico per questa stagione - come lo stesso boemo ha tenuto espressamente a precisare ai microfoni del pre-gara - : 'E' normale che mi aspetto dal gruppo di 20 nuovi giocatori a disposizione una continua ricerca di stimoli, oltre la crescita che mi auguro con il passare delle domeniche potrà maggiormente apportare esperienza necessaria per il consolidamento dei movimenti e degli atteggiamenti, oltre alla maggiore avvenuta consapevolezza come altrettanto normale che sia dei loro pregi e difetti reciproci in campo. Del resto sono 22 calciatori ed è giusto che si giochino ad armi pari ogni settimana la maglia titolare...mi auguro inoltre, con una leale costante e proficua concorrenza sportiva'. Se son rose fioriranno.
