Il ritorno a scuola in nove regioni italiane è partito ieri all’insegna di manifestazioni e polemiche contro i tagli previsti dalla riforma delle superiori, che il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini ha voluto ridimensionare dichiarando di “Non ricordare un anno scolastico che non sia stato accompagnato da una serie di polemiche e contestazioni”.
Il Ministro non ha poi nascosto la sua soddisfazione per l’entrata in vigore della riforma, da lei definita come “momento storico”, perché risponderebbe all’obiettivo di “fare in modo che il diploma non sia solo un pezzo di carta, ma un titolo spendibile sul mercato del lavoro”. La Gelmini, ha poi Aggiunto: “quest'anno, ci tengo a ribadirlo, la scuola mette al centro gli studenti. La ratio che informa questo progetto di cambiamento della scuola e' quello di mettere al centro non gli interessi corporativi ma il diritto degli studenti ad avere una scuola di qualita' indipendentemente dal loro ceto sociale o dalla regione di appartenenza”.
Precari e studenti sul piede di guerra. Se il fine condivisibile del Ministro è quello di creare una scuola più moderna in grado di creare un maggiore collegamento tra istruzione e mondo del lavoro, è comprensibile la preoccupazione di quanti a seguito della riforma si ritrovino senza lavoro: si tratta di circa 230mila arrabbiatissimi precari, per nulla rassicurati dalle dichiarazioni del Ministro la quale stima di “assorbire i precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento nel giro di 7-8 anni”.
Ma ciò non ha bloccato le polemiche tant’è che ieri migliaia di precari (docenti e personale ata) si sono riversati tra le due estremità dello Stretto di Messina, creando per circa due ore non pochi problemi di ordine pubblico, denunciati dalla questura di Messina.
Inoltre, sempre ieri i precari si sono spostati - insieme ad altrettanto furiosi studenti- davanti Viale Trastevere.
A Torino e Roma degli studenti hanno posto in essere dei “flash mob” (“incontri improvvisati”) indossando dei caschi gialli, simbolo – a loro parere – della riduzione in macerie della scuola.
Le novità della riforma. Tra le novità introdotte, più scuole a tempo pieno (alle elementari); assenze a rischio per i ragazzi delle superiori: si viene bocciati se si superano 50 assenze; classi più numerose; tetto massimo del 30% agli stranieri per favorire l’integrazione; il badge per attestare le presenze degli studenti; sei nuovi licei : Artistico, Classico, Scientifico (senza latino e con più matematica), Linguistico,Musicale e coreutico, Scienze umane; i libri di testo non possono cambiare per 5 anni, così come il loro prezzo; ammissione alla maturità solo con il sei in tutte le materie (compresa la condotta).
A cura di Enza Guagenti

















