Ci sarà o non ci sarà? È questo l’interrogativo che molti si pongono in queste ore dopo la definitiva rottura all’interno della maggioranza tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, sulla eventuale crisi di Governo.
Il primo passo verso una rinnovata “pax” politica la tenta il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, che lascia la veste di “duro e puro” per indossare i panni di mediatore e auspicare una nuova sintonia politica tra Fini ed il Cavaliere.
Molti definiscono “una visita istituzionale” quella tra i due esponenti, ma sappiamo bene che l’incontro tra il leader di Fli e Umberto Bossi ha una valenza che va al di là della semplice visita di cortesia. Infatti Silvio Berlusconi ha dato l’ok al leader del carroccio di cercare di appianare una situazione che lui stesso sta iniziando a temere (non ultime le dichiarazioni lanciate da Seul dal premier) un possibile “crollo” del governo soprattutto in vista di alcune importanti riforme.
In sostanza Umberto Bossi, quale emissario del premier, porterà sul tavolo di Gianfranco Fini alcune proposte da valutare: a partire dalla proposta di una riforma della legge elettorale, legata però all'approvazione del federalismo fiscale e alla nascita del Senato federale.
Per raggiungere un eventuale accordo, Bossi ha anche aperto ai “centristi” di Pierferdinando Casini, ben sapendo che Fini ha già da tempo stretto un’asse con l’Udc. Ma il tentativo di Bossi è sempre incentrato sul tema del federalismo; infatti l’apertura ai “centristi” è condizionata dal fatto che quest’ultimi debbano votare a favore della riforma costituzionale federalista, in modo tale da evitare l’eventuale referendum confermativo.
Dall’altro lato Gianfranco Fini probabilmente definirà “positiva” l'apertura della Lega sulla legge elettorale e “un passo avanti da tenere in considerazione” il ritorno dell'Udc nell'alveo dell'alleanza. Ma ovviamente non si fermerà qui e rilancerà sul tema dell’economia e sulla giustizia.
Una situazione “spinosa” che in ogni caso può far perdere il filo del sottile equilibrio e mandare ogni teoria di intesa alla più temibile delle ipotesi: crisi di governo ed elezioni anticipate.
A cura di Francescochristian Schembri












