Dopo il successo della trasmissione di Rai Tre “Vieni via con me” condotta da Fabio Fazio e Roberto Saviano, continua a far discutere la diatriba nata dalle dichiarazioni del giornalista napoletano con il Ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni.
Quest’ultimo infatti vuole partecipare alla trasmissione per replicare alle accuse che Roberto Saviano ha lanciato al Carroccio nella sua ultima puntata, affermando che la ‘ndrangheta al Nord, come al Sud, cerca il potere della politica e al Nord interloquisce con la Lega.
Ora Roberto Maroni è già in trattativa con tre conduttori televisivi pronti ad ospitarlo per replicare al monologo di Saviano.
Ma comunque il Ministro sa benissimo che lo share di “Vieni via con me” non è facile da raggiungere e dunque avere lo stesso impatto televisivo della trasmissioni di Saviano e di Fazio.
Dunque l’esponente leghista vuole a tutti i costi essere ospite di Saviano “anche perché voglio proprio vedere se Saviano accetterà il contradditorio, oppure, come credo, alla fine cercherà in ogni modo di sottrarsi”.
La caparbietà e l’insistenza di Maroni viene giustificata soprattutto dall’impatto elettorale che potrebbe avere con l’associazione della Lega Nord alla ‘ndrangheta, in un territorio, quale quello del Nord Italia, che tiene molto alla integrità morale del partito di Umberto Bossi.
Intanto fioccano le richieste di altre trasmissioni, come “Porta a Porta” di Bruno Vespa, pronte a organizzare puntate tematiche sulla vicenda; ma anche Lucia Annunziata si dice “naturalmente disponibile a dedicare In mezz'ora al ministro Maroni e magari si potesse avere da noi il contraddittorio con Saviano”.
Maroni intanto prende tempo e attende con trepidazione la decisione del Consiglio di Amministrazione restando fiducioso sul fatto che alla fine “Vieni via con me” sarà obbligata a farlo intervenire lunedì prossimo.
“Io voglio spiegare – dichiara Maroni – che Saviano ha detto falsità e voglio farlo davanti a lui, voglio che mi risponda direttamente, che dimostri di sapere ribattere al fatto che ha preso un clamoroso abbaglio”.
A cura di Francescochristian Schembri












