
Micciché fonda la Lega del Sud, con la benedizione del cavaliere
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- Creato Giovedì, 17 Marzo 2011 20:07
- di Roberto Immesi
- Categoria: Politica
Vuole formare una Lega del Sud, che faccia da contraltare a Bossi e compagni e sia in grado di influenzare le scelte del governo nazionale in senso meridionalista. Con la benedizione di Silvio Berlusconi.
Ecco l’ultima trovata di Gianfranco Micciché, il vulcanico leader di Forza del Sud che ha scelto di federarsi con altri due movimenti meridionalisti, “Io Sud” di Adriana Poli Bertone e “Noi Sud” di Enzo Scotti e Arturo Iannaccone, ex del Movimento per l’Autonomia del presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo. In un incontro negli uffici di via del Plebiscito, a Roma, i leader dei movimenti meridionalisti si sono incontrati col presidente del consiglio, alla presenza dei coordinatori e capigruppo del Pdl, del ministro Fitto e del coordinatore campano Cosentino.
A Berlusconi hanno chiesto un’ufficiale benedizione per costituire in Parlamento gruppi autonomi, che ha acconsentito a patto che non comincino a fare la guerra alla Lega Nord e che non mettano in difficoltà un esecutivo già traballante. «Sarà un partito di centrodestra – spiega Micciché - che può arrivare al 4% a livello nazionale. Nasciamo per condizionare le scelte del governo e lo potremo fare solo stando nella maggioranza e nell’esecutivo». La nuova formazione non è ancora formalmente nata, ma è già partita la campagna acquisti con il passaggio di alcuni amministratori locali e il pressing sui ministri Carfagna e Prestigiacomo.
L’idea non è certo nuova: il fondatore di Forza Italia in Sicilia non ha mai nascosto l’intenzione di emulare Umberto Bossi e gli attivisti padani e proprio per questo ha fondato Forza del Sud, uscendo ufficialmente dal Pdl ma restandone nei fatti una costola. La novità riguarda la federazione con gli altri movimenti, che potrebbe coinvolgere anche il Pid di Saverio Romano, ministro in pectore per l’Agricoltura. Ipotesi smentita prontamente da Micciché: «Ho grande rispetto per il lavoro di Romano e sono convinto che in Sicilia potranno avere un ruolo importante. Ma il Sud lo si aiuta soltanto contando a Roma e non mi sembra sia il loro caso». Adesso sarà la volta dei gruppi parlamentari, della scelta di un nuovo simbolo e delle prime battaglie, fra cui l’eliminazione delle autorizzazioni per le imprese.
Ma la novità non ha impressionato il governatore siciliano Lombardo, che ha più di un motivo di rancore nei confronti del sottosegretario. I due infatti, alleati fino a qualche mese fa, si sono lasciati in malo modo con Fds che adesso è all’opposizione nell’Isola. «Un partito del Sud? Berlusconi ha ormai perso il conto, ne hanno fatti tre, ne vedremo delle belle», dichiara sarcastico Lombardo che non ha preso bene il coinvolgimento di Scotti e Iannaccone, ex autonomisti passati alla corte di Berlusconi.
Ma la guerra per rappresentare il Meridione sembra appena cominciata. Sia Micciché che Lombardo si contenderanno infatti il ruolo di “paladino del Sud”, ma lo faranno da posizioni diverse: uno dal governo, l’altro dall’opposizione. Ma il presidente della regione ha in serbo anche la trasformazione del suo Mpa, che cambierà nome, simbolo e perfino il leader. A detta del governatore, infatti, sarà un uomo di cultura a succedergli alla guida del partito, con buona pace dei fedelissimi che da tempo aspiravano a quel ruolo.
Roberto Immesi
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