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Sorrentino vince il premio Ecumenico, stasera il nome del vincitore della Palma d'oro



     

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Sorrentino vince il premio Ecumenico, stasera il nome del vincitore della Palma d'oroLa 64ª edizione del Festival di Cannes sta per spegnere i riflettori, e ormai fioccano i pronostici sul possibile vincitore della Palma d'oro, che verrà proclamato questa sera.



Premi collaterali- Intanto, ieri sera sono stati conferiti i “premi collaterali”: “This must be the place” di Paolo Sorrentino ha ottenuto il premio Ecumenico, vale a dire il riconoscimento che viene attribuito da una giuria di cattolici e protestanti alla pellicola che si è distinta “per valori estetici e umani”. Evidente la soddisfazione del cineasta napoletano, motivata, peraltro, dai dieci minuti di applauso che hanno seguito la proiezione ufficiale del suo film: “Mi fanno piacere tutti i premi. Questo in modo particolare”, ha dichiarato il regista italiano. I film “Le Havre”, di Aki Kaurismaki e “Et maintenant on va ou?” di Nadine Labaki hanno, invece, ottenuto due menzioni.

Sezione “Un certain regard”- Quanto alla sezione “Un certain regard”, quest'anno il premio è stato attribuito ex aequo a due film che raccontano altrettanti drammi esistenziali: “Arigang”, del coreano Kim Ki- Duk, e “Halt Auf Freier Strecke” del tedesco Andreas Dresen. Il primo narra il difficile cammino di Kim Ki- Duk per uscire dalla depressione; il secondo racconta il dramma di Frank, un operaio che scopre di avere un tumore al cervello che lo condannerà a morire da lì a due mesi. Infine, il premio speciale della giuria (presieduta da Emir Kusturica) è stato conferito a “Elena” del russo Andrey Zvyagintsev, mentre il premio della regia è andato al regista iraniano Mohammad Rasoulof.

Possibili vincitori- Difficile fare previsioni sul nome del vincitore della kermesse più cool del mondo del cinema, che verrà annunciato questa sera dalla giuria presieduta da Robert De Niro. Quest'anno la manifestazione è stata culla di pellicole piuttosto sorprendenti, vuoi per l'originalità dello script (significativo il caso di “This must be the place”), vuoi per gli effetti speciali (emblematico il film muto in bianco e nero: “the artist”, che non si distingue dalle pellicole mute degli anni '20). Stupisce, inoltre, La scelta di Pedro Almodovar, che presenta al Festival il suo primo Thriller-horror (“La piel que habito”), dopo una lunga serie di commedie e film drammatici.

Toto-vincitore inutile- Tra i favoriti si possono annoverare “The Tree of life” di Terrence Malick, “The Artist”, di Michel Hazanavicius, ma anche “Le Havre”, di Aki Kaurismaki, “C'èra una volta in Anatolia” del turco Ceylan, o “La piel que habito” di Almodovar.
Ma l'esito della gara potrebbe non essere per nulla scontato, potendo includere anche i due italiani in concorso: “Habemus papam” di Nanni Moretti, e “This must be the place”, rispettivamente con Michel Piccoli e Sean Penn “papabili” come migliori attori protagonisti.
Chi vincerà? La risposta questa sera.

Enza Guagenti


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