28 Novembre 2014
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Dove vai se google+ non ce l’hai? La sciura Berta e il socialmedia feticismo


            
     

Dove vai se google+ non ce l’hai? La sciura Berta e il socialmedia feticismoIn questi giorni impazza sulla rete una grande mobilitazione nazionale. No non sto parlando di un referendum per ridurre i numeri dei parlamentari e togliere gli sfacciati privilegi alla politica, ma di un altro tipo di mobilitazione: la ricerca dell’invito per entrare nel magico mondo di Google + .



Ma prima di parlarne colgo l’occasione per rispondere alla domanda della “sciura Berta”, che ho intercettato (in questo periodo va molto di moda) a Milano, mentre viaggiavo in metropolitana.

Ma chi l’è el Gugol plus?” La vistosamente preoccupata signora di mezz'età in questione, seduta a fianco dell’amica, parlava di un grosso problema familiare: uno dei suoi pargoli, si stava affannando alla disperata ricerca di un invito per entrare in questo Google +.

La sciura Berta, evidentemente esponente della razza in via di estinzione sociale degli analogici primo periodo, era convinta si trattasse di una discoteca o un locale alla moda e l’ansia del pargolo, le poneva un lecito dubbio esistenziale, ma dove si compra il biglietto di Google +? Perché non si trova?

Cara sciura Berta, non so se è una mia lettrice ma la voglio togliere dall’ignoranza che la porterà inesorabilmente all’alienazione socialmediale e per farlo utilizzerò una metafora a lei certamente nota: la ricetta dicucina.

Per fare Google + ci servono i seguenti ingredienti: un Facebook , che le permette di ricontattare amici perduti o fidanzatini del liceo, farsi anche un sacco di nuovi amici, inserire l’album di famiglia e delle vacanze e ficcanasare nella vita dei suoi vecchi e nuovi amici.

Aggiungiamo un pizzico di Twitter , un ingrediente che le permette di mandare dei messaggini corti in tempo reale , ed infine del Linkedin, che è un ingrediente necessario per presentare nella società virtuale quanto è brava nel suo lavoro ed attivare e rafforzare nuove collaborazioni professionali.

Mettiamo gli ingredienti nel frullatore ed ecco là il Google +, che le permetterà di condividere contenuti, cinguettare, formare gruppi di interessi specifici professionali, familiari, ludici, amichevoli comunicando con testi, messaggini e video chiamate.

A questo punto lei mi dirà che il principio è uguale a quello della formula “detersivo + ammorbidente”, “shampoo + balsamo”, “latte detergente+tonico”, ebbene è proprio così, cara signora Berta, pare che con Google + l’ansia di correre dietro a tutte le diavoleria che ci mettono in relazione con gli altri sia giunta al capolinea, un Google + per tutta la vita, al posto di 3 fustini di altri social network ( che a seguirli tutti è un bel casino).

Passiamo a risolvere il secondo quesito, come ci si iscrive a questo super social network gratuito e perché è fonte di angoscia per il suo pargolo.

Deve sapere, cara sciura Berta, che non c’è nulla di più irresistibile di ciò che non si può avere con facilità e quanto più un bene è scarso e difficile da ottenere, quanto più le persone si daranno da fare per essere le prime ad averlo prima degli altri.

Il Signor Google, che questo principio lo conosce molto bene e non è un caso è leader mondiale di mercato, inizialmente ha introdotto un numero limitato di accessi a questo social network perché “bisogna collaudarlo” e ora sarà compito di questi privilegiati iscritti, invitare altre persone ad entrare, come il suo figliolo ed immagini quanto fa figo essere colui/lei che detiene il possesso di tale opportunità e lo può elargire ai comuni mortali.

In pratica al momento “el Gugol plus” è una festa alla quale proprio non ci si può imbucare, almeno per un po’.

Sicuramente cara sciura Berta, suo figlio saprà che al momento il Signor Google ha sospeso gli inviti per fare dei test di collaudo, si tratta solo di avere pazienza, ma la informo che suo figlio non la avrà e si dannerà per avere quell’accesso, quindi si rassegni e gli rifili del budino al cioccolato che aumentando la stimolazione delle endorfine lo calmerà.

Lo so che lei si chiede sconfortata, ma dove stiamo andando a finire: gente che dorme di notte fuori da un negozio per comprare pc , figli che vagano per la rete alla ricerca di inviti per entrare in piazzevirtuali più o meno sofisticate….la verità cara signora è che siamo di fronte ad un nuovo idolo pagano, ad una nuova forma di tecno-socialmedia feticismo capace di trasformarci, farci scivolare in un mondo virtuale dissociativa e dissociante i cui effetti a lungo termine non sono ancora ben noti nemmeno alla comunità psichiatrica.

Quello che è chiaramente emerso dagli studi è che grazie a internet ed in particolar mondo ai social network ci stiamo lentamente trasformando in persone con nuovi bisogni primari (che verranno inseriti nella piramide di Maslow: bisogno di connessione sempre e ovunque), che necessitano, volenti o nolenti, di nuovi stimoli e dal punto di vista delle relazioni umane stiamo diventando dei dissociati.

E indovini un po’ signora Berta cosa succede alle persone costantemente sottoposte al bombardamento di stimoli?

Secondo la psichiatra Marlene Steinberg (“La dissociazione. I cinque sintomi fondamentali - Steinber e Schall) “la sovraesposizione agli stimoli porta inevitabilmente alla confusione, a non capire più cosa vogliamo, a non essere focalizzati sugli obiettivi, a non riuscire a scegliere per la troppa scelta.”

E indovini che cosa succede quando le persone sono educate all’indecisione?

Diventano insicure e facilmente manipolabili,acritiche , pigre, inconsapevoli pecorelle smarrite, pronte per essere guidate dall’amico pastore e che cosa c’è di più comodo, rassicurante , immediato, sicuro e sempre nuovo di un Pastore digitale?

Maria Moreni
Presidente Associazione Physeon

Vedi anche Google+: il nuovo servizio Social Network che sfida Facebook, guarda il video

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