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I nuovi 007 italiani saranno reclutati all’università: accordo tra La Sapienza e il Dis



     

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I nuovi 007 italiani saranno reclutati all’università: accordo tra La Sapienza e il DisAndare all’università per diventare 007? Ebbene sì, anche in Italia si cercano giovani geni per un posto fisso presso i servizi segreti. Analisti, informatici, ingegneri, menti brillanti per una carriera nell’intelligence italiana. Come già succede all’estero, le spie di Sua maestà che si rivolgono a Cambridge e a Oxford e la Cia che va a caccia di giovani cervelli perfino a Berkeley,

culla delle proteste studentesche degli anni 60 e ancora oggi nursery della sinistra statunitense, anche i servizi segreti italiani cercano negli atenei gli agenti del futuro.

Accordo tra il Dis e l’università La Sapienza di Roma: un nuovo master- Il nuovo corso dei nostri servizi segreti è nel segno della trasparenza ma, soprattutto, della preparazione tecnica. Arriverà perciò dalle università la nuova leva degli 007 italiani, finora pescati prevalentemente per chiamata diretta nelle altre amministrazioni dello Stato. I primi ad entrare, a breve, nei ranghi dell'intelligence sono 15 giovani, tra le eccellenze delle università, che hanno superato una durissima selezione. Negli anni scorsi l’Aisi e l’Aise, le agenzie per la sicurezza italiane, hanno contattato infatti 26 atenei che hanno segnalato possibili candidati; lo screening finale li ha ridotti a 40 e i primi 15 saranno assunti prossimamente. Si tratta solo di una prima tranche: c’è poi una seconda sessione con altri 80 candidati che passeranno altre selezioni. È quanto prevede la riforma sui nostri servizi di sicurezza che ha trovato ieri una nuova attuazione in un accordo di collaborazione tra il Dis - dipartimento delle informazioni per la sicurezza - e l'università La Sapienza di Roma. Un accordo, quello siglato al rettorato dell'ateneo romano, dal direttore generale del Dis, prefetto Gianni De Gennaro, e dal Magnifico Rettore, Luigi Frati, della durata di tre anni, che prevede un accordo-quadro per la realizzazione di attività di ricerca e di formazione attraverso un apposito master che avrà inizio a novembre, e che potenzierà un corso già esistente dal 2003 con l’inserimento di materie giuridiche ed economiche. In futuro si potrebbe creare uno specifico corso di laurea.

Il mondo è in piena trasformazione - ha spiegato il prefetto De Gennaro - con piccole e grandi riforme. Tra queste, nel nostro Paese, vi è anche la riforma del sistema informativo che riveste sempre più importanza nella vita di un Paese. In questa riforma - ha poi aggiunto - vi è anche la diffusione della cultura della sicurezza nella logica della trasparenza ma anche la formazione sempre più specialistica di quanti operano in questo particolare strategico settore”. Da qui l'iniziativa del master presso la più grande università italiana. Sono le minacce di intrusioni informatiche, gli attacchi cibernetici, oltre al terrorismo internazionale, a rendere necessari non solo agenti operativi, ma anche esperti nella raccolta e nell’analisi di informazioni utili alla protezione degli interessi politici, economici, militari, scientifici, industriali del Paese. Giovani specializzati in informatica, sistemi di sicurezza delle reti, economia. Ma il cui reclutamento possa avvenire con le garanzie che l’intelligence richiede. “Noi - ha sottolineato il direttore del Dis - stiamo molto attenti nel reclutamento di questi giovani perché non dobbiamo inserire virus nel sistema”.

Il sito internet del Dis- L'altro bacino dal quale si intende pescare i nuovi 007 è quello del sito internet del Dis, cui potevano essere inviate domande per far parte dell'intelligence. A una carriera nei Servizi pensano in tanti: attraverso un annuncio sul suo sito, il Dis dal 2009 ha raccolto 16.500 domande, l’ 85%da uomini, il 15%da donne. Solo 3.400 hanno passato la prima selezione, e attraverso ulteriori selezioni, sono arrivati a 40: questi saranno presto contattati.

Sempre De Gennaro si è, poi, soffermato sul tema delle risorse nel comparto sicurezza. La crisi e i tagli non hanno risparmiato le «barbe finte», ma il prefetto si è detto fiducioso. "Le minacce sono tante e non bisogna depotenziare il sistema - ha sottolineato -. Da questo punto di vista le risorse sono sempre insufficienti. Ma in un momento del genere è ovvio che si ponga una questione di priorità e di qualità delle risorse. Noi - ha concluso - vogliamo appunto orientarci a una maggiore formazione per aumentare la potenzialità organizzativa". Uno dei settori verso i quali deve muoversi la sicurezza è il web. De Gennaro ha, infatti, ribadito come "non esista la percezione del pericolo proveniente dal sistema informatico e che è peggiore di quello nucleare". E, infatti, il master de La Sapienza prevede studi di informatica oltre a quelli giuridici ed economici.

Il rettore Frati ha ricordato come "questo master è finanziato dell'università, grazie ad un riorientamento dei corsi universitari rispetto alle utenze. Liberiamo risorse per i settori che tirano, ma senza ammazzare quelli che non sono richiesti tenendo alto il profilo culturale".

Michela Magrini


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