Martedi, 22 Maggio 2012

Utenti online:  1544 visitatori online Trovaci su:
 
Speciale Ballottaggi Amministrative 2012 - Risultati definitivi
Comuni con più di 100.000 abitanti
   

Allarme inquinamento acque Riviera: Goletta verde rende noti gli otto lidi più inquinati



     

E-mail Stampa PDF

Allarme inquinamento acque Riviera: Goletta verde rende noti gli otto lidi più inquinatiLegambiente ha reso noto il risultato delle analisi acque effettuati lungo il litorale adriatico dell'Emilia-Romagna: ben 8 punti segnalati per l’alto livello di inquinamento microbiologico, tutti presso foci di fiumi e torrenti.


Legambiente, tramite i portavoce di Goletta verde, lo ha reso noto in una conferenza stampa a Porto Garibaldi dove ha reso pubblici tutti i rilevamenti effettuati la scorsa settimana.Tre i punti nella provincia di Rimini che destano maggiore allarme, quello in località Santa Giustina, nei pressi di uno scarico all'altezza di via Tonale che confluisce nel Fiume Marecchia; nel comune di Misano Adriatico, presso il Fiume Conca; e nel comune di Riccione, alla Foce del Marano, dove "oltre al deprecabile odore di urina" i risultati dei rilievi tecnici eseguiti hanno riportato livelli batteriologici "così alti da essere difficilmente quantificabili, ma che superano sicuramente il milione di unità formanti colonie".
Si passa poi alla provincia di Ferrara dove i punti inquinati sono due: uno a Porto Garibaldi, nel comune di Comacchio, alla foce del canale navigabile Comacchio; e nel comune di Goro, alla Bocca del Po di Goro, in corrispondenza del Porto di Gorino.
Anche il Comune di Ravenna non passa inosservato, e i rilievi indicano anche qui due siti inquinati: lo sbocco del Canale Tagliata, in località Zadina Pineta, anche se in prossimità di una pineta indicata come "riserva naturale"; e lo sbocco del Canale Cupa Nuovo, a Lido di Savio. Un sito poi, è stato censito come inquinato nella provincia di Forlì-Cesena, presso la foce del Rubicone nel Comune di Gatteo a Mare. Una situazione molto grave e preoccupante e per la quale l'Italia corre il rischio di incorrere in una procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea.
Il monitoraggio biologico delle acque da parte di Legambiente, avviene a bordo di un laboratorio mobile che porta alla luce, regione per regione, la presenza di batteri fecali presso scarichi, canali e foci di fiumi e torrenti che confluiscono direttamente nel mare e possono comportare allarmanti rischi sanitari.

Massimo Serafini, portavoce di Goletta Verde ha dichiarato: "La situazione che oggi riportiamo in merito ai punti critici dell'Emilia-Romagna ed al milione di abitanti sprovvisti della copertura depurativa mette in risalto una condizione che accomuna tutte le regioni costiere: il 30% degli italiani non è servito da un adeguato sistema di depurazione delle acque reflue. Significa che 18 milioni di cittadini scaricano direttamente nei fiumi e nei mari senza che sia effettuata un'adeguata depurazione degli scarichi, compromettendo fortemente le condizioni di salute dei nostri mari".

Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna sottolinea che: “Il problema però inizia a monte, perchè ci sono parecchie situazioni di criticità e impianti da modernizzare, sia nel settore industriale che agricolo. L’osservato particolare resta il fiume Po che raccoglie gli scarichi di ben 4 regioni e li riversa in un bacino che si presenta come il più popoloso e produttivo del Paese”.

Secondo Carla Ferrari invece, responsabile Daphne-Arpa, “i fiumi non sono esaustivi per classificare il mare come balneabile o meno. Noi controlliamo la costa per tutto il periodo dell’anno e nel tratto di mare che va da Goro a Cattolica non abbiamo rilevato la presenza di inquinanti classici”.
Per Maurizio Melucci, assessore regionale al turismo, le acque della Riviera sarebbero, “acque di balneazione che sono considerate eccellenti e il livello di controllo per la salute dei nostri ospiti è totale. Il nostro sistema economico turistico-ambientale punta soprattutto alla salvaguardia dell’Adriatico, alla difesa della costa e alla creazione di un sistema di mobilità poco impattante”.

Per quanto concerne invece l’ambito turistico, sono circa sette le strutture ricettive emiliano-romagnole che hanno avuto un riconoscimento da Legambiente Turismo, tra queste il Camping Gallanti di Lido di Pomposa, che propone ai turisti una vacanza all’insegna di un’educazione ambientale.

Sonia Bonvini


Vota su Wikio Condividi - Salva
Commenti
Scrivi il tuo commento
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
Titolo:
 
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell'immagine.