Dopo l’ennesimo lunedì nero della borsa, con pesantissime flessioni, oggi si rilevano le tante incertezze e i grandi nervosismi di Piazza Affari, ma in generale i sintomi valgono per tutte le principali borse europee. Wall Street ha avuto una pessima chiusura ieri, e il Dow Jones è caduto in picchiata libera, registrando un 5,55%, a 10.810 punti, il minimo della seduta. Calano anche, l’S&P500, che registra l’andamento delle principali società quotate, che scivola ad un -6,66% a 1.119 punti, e il Nasdaq, la borsa dei titoli tecnologici, ha ceduto il 6,9% a 2.358 punti.
Pesanti riscontri negativi anche sulla Borsa di Tokyo e le principali piazze finanziarie asiatiche, che non si sono salvate dalle vendite, procedendo così sulle orme dei pesanti cali di Wall Street, con l’indice Nikkei che ha avuto una flessione dell’1,68% a 8.944,5 punti, dopo aver perso anche il 4%. L’euro invece, è sceso a 1,422 dollari.
Un lunedì più che nero dunque per Wall Street che boccia decisamente il discorso fatto da Obama, attualmente in una seria crisi di credibilità dopo che S&P ha declassato ancora.
Una situazione del genere si era registrata solo ai tempi della crisi di Lehman Brothers: i mercati oggi hanno paura di ciò che ritengono senza mezzi termini, una recessione imminente.
Secondo quanto riportato dal New York Times, la recessione che si prospetta sarebbe "più dolorosa" di quella del 2008. Inoltre, a conferma drammatica della reale possibilità della grave crisi dell’economia occidentale, c’è la quotazione del petrolio, che scende a -6,3% a 81,39 dollari al barile, un ulteriore conferma che l’economia d’occidente dipende fortemente, in maniera cronica e molto pericolosa dal greggio.
E così, tutte le piazze borsistiche hanno seguito il pesante verdetto piombato su Wall Street, perdendo tra il 2% e l’8%, mentre l’oro registrava un record da giunnes dei primati: 1.700 dollari l’oncia.
Dopo le parole pronunciate da Obama, con le quali sottolineava la necessità di un accordo tra i partiti del Congresso e ha anche ribadito la priorità è il sostegno a chi è senza lavoro, l’indice di Wall Street ha ampliato la forbice delle perdite con ben 11.000 punti e una flessione oltre il 5%.
Il calo registrato dagli USA è risultato secondo solo a: Atene, tra i peggiori, con -5,84%, Francoforte con -5,02%. Parigi ha registrato un -4,68% ma tra le piazze comunque, nessuna ha chiuso con un segno positivo.
Stoccoloma ha chiuso a -4,82%, Londra -3,39%, Dublino a -4,42, Amsterdam -4,38%, Madrid a -2,44%, Milano con il – 2,35% considerata la migliore e Amsterdam -4,38%.
In grave flessione tutte le società di automotive, con Pirelli a -10,3%, Porsche a -9,7% e Fiat -9,6%. Bilancio in rosso anche per tecnologici e materie prime materie. Inoltre, Wall Street ha fatto cadere tutte le piazze mondiali arrivando fino a Mosca con un -8%.
L’ombra di una possibile seconda recessione sarebbe, secondo gli analisti, molto più pesante e disastrosa della prima perché l’economia è oggi più debole di quanto non lo era nel 2007, prima di entrare in recessione: non c’è stato un vero recupero, anche se la ripresa è iniziata tecnicamente nel giugno 2009.
L’Ocse, ha reso noto che, i dati registrati “confermano il rallentamento dell’attività economica nella maggior parte dei paesi dell’area”.
Infatti, il superindice dell’Ocse, nell’area dell’euro segna un calo dello 0,6% a giugno e dell’1,5% rispetto ad un anno fa.
In tutti i paesi del G7 c’è il calo a giugno dello 0,6% rispetto al mese di maggio e una progressione dell’1,2% rispetto a giugno dello scorso anno.
Il superindice Ocse per l’Italia segna un calo dello 0,7% rispetto a maggio e del 3,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E non è meglio per la Francia dove si registra un calo dello 0,6% e dell’1,8%, in Germania dello 0,6% dell’1,3% e nel Regno Unito dello 0,3% e dell’1,8%. Negli Usa si registra un calo dello 0,1% rispetto al mese di maggio e una progressione del 2,8% rispetto a giugno 2010.
Sonia Bonvini












