In un’intervista esclusiva rilasciata alla rivista brasiliana “Pianì” l’ex leader dei Proletari armati per il comunismo, Cesare Battisti (in foto) annuncia di voler restare in Brasile.“Non ho nessuna voglia – evidenzia il terrorista – di andarmene dal Brasile, ormai sogno perfino in portoghese. Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare”.
Una dichiarazione che dopo il “no” all’estradizione del governo di Brasilia dopo le richieste italiane, ha dello scandaloso se pensiamo all’impunità di uno dei terroristi italiani più pericolosi. Cesare Battisti infatti è accusato di aver avuto un importante ruolo in quattro omicidi avvenuti durante i cosiddetti “anni di piombo” a attribuiti ai Pac.
Per questo Battisti è già stato condannato in contumacia dai tribunali italiani all’ergastolo. La prima fase della sua latitanza venne trascorsa in Francia, dove beneficiò a lungo della dottrina Mitterrand. Arrestato successivamente in Brasile nel 2007, Cesare Battisti è stato detenuto in carcere fino al 9 giugno 2011. Il 31 dicembre 2010 l’ex Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annuncia il rifiuto dell'estradizione in Italia. Della questione viene investita la Corte costituzionale brasiliana che l'8 giugno 2011 rifiuta definitivamente l'estradizione. Battisti dopo la sentenza viene scarcerato, ed è attualmente in libertà.
Nell'articolo pubblicato dalla rivista brasiliana vi sono anche le dichiarazioni di una militante del comitato che ha organizzato mobilitazioni in favore della liberazione del terrorista: “Teoricamente Cesare non potrebbe allontanarsi da San Paolo - ha affermato la donna - perché il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta mi ha garantito che tutto procede senza problemi. Con Cesare ci sentiamo via internet - ha concluso - e lo prendo in giro dicendo che adesso non si può lamentare della vita che fa, altro che la cella a Papuda, ma lui è molto concentrato sul lancio del libro”.
Cesare Battisti ad oggi risulta uno dei casi più discussi. La sua sfrontatezza nell’offendere l’Italia e le persone ancora oggi piangono che per i suoi crimini è di un’atrocità che non può più essere consentita. Il velo di omertà e di occulta “protezione” politica, anche da parte di alcuni esponenti italiani, non può oggi che essere distrutta dinnanzi ad un personaggio che gode della massima libertà d’espressione in barba a qualsiasi principio democratico.
Battisti è un criminale e per questo deve necessariamente essere trattato da “criminale”.
L’auspicio è quello che intervenga direttamente il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al fine di riaffermare giustizia in un Paese, quale l’Italia, che vive attualmente uno dei momenti più critici per la credibilità delle Istituzioni.
Francescochristian Schembri
















