Ancora una mattina nera per i mercati, che dopo il nervosismo e le vendite repentine di ieri, ricevono improvvisamente e senza preavviso, la notizia che l’Italia, nella notte, è stata ulteriormente declassata da Standard & Poor's, che ha annunciato di aver tagliato il voto sul debito pubblico italiano a breve e a lungo termine.
Standard & Poor's conferma anche un “Outlook negativo”, e questo significa che in futuro l’Italia potrà ulteriormente essere oggetto di revisioni al ribasso sulla sua capacita’ di fare fronte al debito pubblico, uno dei più alti d’Europa. “Il downgrade – ha specificato S&P in un comunicato diffuso ieri sera – riflette la nostra visione sulle prospettive di crescita indebolite”.
Ciò che ha maggiormente influenzato la decisione degli analisti finanziari, è “la fragilita’ della coalizione di governo in Italia” che, con “le divisioni politiche all’interno del Parlamento”, rischia di “limitare la capacità del governo nel rispondere incisivamente alle sfide macroeconomiche interne ed esterne”.
Per S&P, una situazione di Governo così instabile, potrebbe rendere vani tutti gli sforzi fatti per far quadrare i conti e rilanciare la crescita. L’agenzia ha infatti dichiarato che:"Riteniamo che il rallentamento dell'attività' economica italiana renderà difficilmente raggiungibili gli obiettivi fiscali rivisti dal Governo". Le previsioni finanziarie di S&P prospettano un Pil italiano che crescerà mediamente dello 0,7% annuo, tra il 2011 e il 2014, meno dell'1,3% annuo inizialmente previsto.
Inoltre, l’agenzia vede le autorità italiane riluttanti nell'affrontare le questioni chiave della crisi economica italiana, ovvero: gli ostacoli strutturali che da sempre rallentano la crescita, la disoccupazione che cresce, la rigidità eccessiva del mercato del lavoro e dei servizi.
La notizia del taglio del rating ha già dato le prime conseguenze nei mercati, infatti in quelli asiatici l'euro ha perso lo 0,5% indebolendosi ulteriormente sul dollaro rispetto ai valori già deboli di ieri, da 1,369 a 1,362 secondo le ultime rilevazioni. Secondo molti economisti poi, il taglio da parte di S&P sul debito italiano, aumenterebbe i timori e le paure di un effetto contagio della crisi greca nell’area euro, indirizzando così gli investitori a puntare su mercati più sicuri.
La decisione presa dall'agenzia nella notte, e le motivazioni date per il taglio del rating effettuato senza alcun preavviso, produrranno oggi tre diverse conseguenze: la prima riguarderà il mercato, che non si aspettava questa decisione. Infatti, la convinzione fino a ieri era che Moody's, che aveva annunciato una possibile revisione al ribasso del suo voto all'Italia, lo avesse comunque effettuato fra un mese. Il secondo effetto prodotto sarà sul nostro dibattito politico interno, con una spinta maggiore delle richieste di dimissioni di questo governo da parte dell'opposizione e con inevitabili ripercussioni su una coalizione che appare inadeguata e debole agli occhi dei mercati internazionali.
Il discorso del leader della Lega Bossi, che riprende il tema della secessione in questo momento di economia così esile, non arriva a colpire solo i suoi alleati politici interni, ma colpisce anche gli operatori economici che hanno ricevuto la notizia in tempo reale manifestando poi, reazioni preoccupate.
La terza conseguenza ci sarà poi, sul dibattito politico europeo e internazionale. Lo dimostra già il colloquio telefonico di ieri tra Barack Obama e Angela Merkel, che hanno discusso appunto delle prospettive della crisi. Obama teme che la debole tenuta della crescita europea abbia non poche influenze sul mercato e sull'economia americana.
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Sonia Bonvini












