La pubblicazione di una probabile lista di politici gay, appartenenti a tutti gli schieramenti politici, era già stata annunciata nei giorni scorsi da alcuni fantomatici "blogger stranieri", che avrebbero la loro probabile origine da Equality Italia. Oggi infatti, i non precisati blogger, hanno tenuto fede all’impegno preso, pubblicando formalmente online una lista di nomi di politici italiani che sarebbero gay ma, per nascondere tal fatto, assumerebbero nel quotidiano comportamenti omofobi.
Il blog di hacker - "listaouting" – avverte che i 10 nomi resi pubblici, parlamentari e ministri, sarebbero solo i primi di una lunga lista che, sarà resa nota a breve; nella presunta nuova lista in fase di “pubblicazione” ci sarebbero anche nomi di sacerdoti.
Bufala o no, l’operazione ha scatenato una tempesta di indignazione e polemiche, in primis tra tutti quella di Arcigay. Per il presidente nazionale Arcigay, Paolo Patanè, "listaouting" sarebbe frutto di una “Operazione ridicola: non è outing, è gossip. Una pagina da operetta: la strombazzatissima lista di politici gay omofobi non contiene nessuna prova, nessuna evidenza della loro omofobia, nessun dossier, nessuna fonte verificata o verificabile. Alcuni dei nomi sono chiacchierati e, di bocca in bocca, corre la presunzione della loro omosessualità. Alcuni sono molto omofobi, altri non hanno mai espresso pubblicamente il loro pensiero sull’argomento, ma hanno votato contro una timidissima legge contro l’omofobia. Nessuno di loro è politicamente difendibile, ci mancherebbe, ma quello di cui sono oggetto è banale gossip da parte di anonimi”. E ancora:”Qui siamo oltre la valutazione dello strumento outing, da cui ci siamo da subito discostati in coerenza con la nostra cultura, la nostra tradizione ed i nostri principi, qui siamo di fronte ad un miserevole rigagnolo di pettegolezzi senza fondamento preciso che finisce per ingannare le aspettative delle persone, la loro rabbia e la sofferenza per la mancanza di diritti. L'operazione così conclusa non ha alcun valore ma solo il ridicolo della sua inconsistenza e il cinismo con cui ha giocato sulla stanchezza delle persone lgbt”, ha terminato Arcigay.
Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, ha definito così l’accaduto: ”Una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza. Il ricorso all'idea di »lista«, poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno. Tutti coloro che si battono per il rispetto degli omosessuali e dei loro diritti oggi condannano questa iniziativa ritenendola discriminatoria, sbagliata e controproducente: utilizzare il presunto orientamento sessuale come strumento politico è una bassezza”. Infine il ministro Carfagna ha terminato affermando che: “Il diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo”.
Molte associazioni LGBT si sono immediatamente dissociate da questa iniziativa, ponendo l’accento sul fatto che la pubblicazione dei nomi, è una vera e propria violazione della privacy.
Paola Concia, Pd, ha condannato il blog definendolo: “Un modo estremo di fare battaglia politica. E' un modo di fare politica che a me, che sono anni che faccio una battaglia alla luce del sole, non e' mai venuto in mente; non fa parte della mia cultura”.
Tra i nomi presenti nella lista online, compare quello di Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, che ironizzando sulla presenza del suo nome, ha affermato: "segretamente" gay. “Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante - afferma Corsaro - Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così”.
Commento satirico anche da parte di Mario Baccini, altro nome illustre presente in lista, che afferma: “Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana. A seguito della notizia mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinché l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità”.
La lista è visibile sul blog Listaouting, del quale ci limitiamo solo a darne informazione dell'esistenza, come puro fatto di cronaca, rimanendo di fatto contrari, per nulla responsabili, ad un’operazione irresponsabile e impudente.
S.Bonvini












