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Sciopero nazionale dei Tir per 5 giorni: si rischia il blocco dei porti ed è polemica



     

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Sciopero nazionale dei Tir per 5 giorni: si rischia il blocco dei porti ed è polemica Si annuncia una settimana complicata per chi viaggia su gomme a causa dello sciopero degli autotrasportatori deciso da Trasportounito, organizzazione sindacale che rappresenta le imprese terziste dell’autotrasporto (circa 5.800 aziende su un totale di 120.000), con un fermo che prende il via dalla mezzanotte di oggi, 24 ottobre, e si protrarrà fino alle ore 24 di venerdì

28 ottobre. I maggiori danni economici si possono avere per il blocco dei porti. Il fermo sarà attuato su tutto il territorio nazionale inclusa la Sicilia, regione nella quale era stata annunciata una revoca territoriale della protesta, ma “da soggetti non titolati a farlo”, precisa Trasportounito.

Polemiche, rischio blocco porti- La decisione di fermare i Tir, presa venerdì scorso da Trasportounito, è stata confermata ieri ed ha immediatamente suscitato polemiche fra le altre organizzazioni del settore. Il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha invitato l'organizzazione a desistere dallo sciopero definito ''irresponsabile'' perchè c'è il rischio che i Porti di Genova e La Spezia vengano bloccati. ''Gli autotrasportatori di Trasportounito minacciano di mettere semirimorchi di traverso all'ingresso degli scali da lunedì 24 a venerdì 28 ottobre'' ha denunciato Giachino. ''Invito Trasportounito a non bloccare l'economia del Paese, lo sciopero in questo momento è inutile, il governo sta lavorando per rispondere ai bisogni della categoria''. Trasportounito ha invitato tutti gli autotrasportatori che parteciperanno alla protesta ad ''adeguarsi allo spirito di una manifestazione pacifica''.

Domani, tavolo di confronto- Ieri, nel tentativo quindi di scongiurare il blocco dei porti il sottosegretario ai Trasporti Giachino aveva anche proposto un'ultima mediazione, convocando al ministero dei Trasporti un tavolo di confronto per tutte le 13 sigle sindacali presenti in Italia e il governo per trattare sulle richieste da apportare alla legge che regola il settore. L'appuntamento per martedì mattina (domani) resta comunque fissato nonostante la conferma della protesta.

Cosa chiede Trasportounito?- Trasportounito, come spiega il segretario nazionale Maurizio Longo, chiede interventi per la funzionalità del mercato e le normative del settore, come tempi di pagamento certi, modifiche al sistema dei costi minimi, così come al sistema degli accordi di settore, e più vigilanza sui contratti di trasporto e intermediazione. Inoltre chiede interventi per realizzare un gasolio professionale nazionale, per determinare una strategia nei confronti delle compagnie assicuratrici e per rivedere l'applicazione degli studi di settore.

Contrarie anche Unatras e Anita- Contrarie allo sciopero si sono dette le altre due organizzazioni dell'autotrasporto, l'Unatras e Anita. Per Pasquale Russo segretario nazionale di Unatras la protesta è un'azione ''inutile e dannosa'' e comunque l'organizzazione che l'ha indetta ''rappresenta sono una minuscola parte della categoria''. Per Eleuterio Arcese, presidente di Anita (aderente a Confindustria) la protesta è ''un atto irresponsabile''.''Non possiamo permetterci giorni di fermo che bloccherebbero punti nevralgici di smistamento delle merci come porti e interporti. Inoltre all'interno della Legge di stabilità 2012 sono previste risorse destinate all'ecobonus, l'incentivo per l'utilizzo delle autostrade del mare, un'operazione modale importante al pari del ferrobonus''.

Michela Magrini


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