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Ibm, Virginia Rometty nuovo Ceo: per la prima volta una donna al vertice del gigante



     

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Ibm, Virginia Rometty nuovo Ceo: per la prima volta una donna al vertice del giganteSvolta in rosa in casa Ibm. Per la prima volta nella sua storia, il gigante americano e mondiale dei computer sarà guidato da una donna. Il nuovo amministratore delegato della società sarà Virginia Rometty, 54 anni, detta “Ginni”. Dal primo gennaio del 2012, Rometty succederà al sessantenne Samuel J. Palmisano che manterrà la carica di presidente. Nei cent'anni di vita

della maggiore azienda di elettronica degli Stati Uniti, non era mai successo che una donna occupasse un ruolo simile. E non sarà l’unica novità: sarà anche la prima volta che l'amministratore delegato della Ibm non proviene dal settore dell'hardware, in sostanza da un'esperienza ingegneristica e tecnica. Fino ad ora, infatti, Rometty era a capo del dipartimento vendite, marketing e strategie, nel quale ha trascorso la sua intera carriera di trent'anni all'interno dell'Ibm.

Meriti- Per Palmisano, il fatto che la Rometty sia donna non ha alcuna importanza. Alla poltrona di Ceo, "Ginni ci è arrivata semplicemente perché lo meritava. Le politiche sociali progressiste hanno contato zero", dice. Ma i soliti maligni sostengono invece che il genere femminile abbia svolto un qualche ruolo nella designazione, se non altro per il ritorno di immagine che ciò comporta. Secondo alcuni osservatori, la nomina di Rometty è parzialmente anche una tattica di marketing. Di suo, la manager può in ogni caso vantare un curriculum eccellente, come la conduzione di divisioni strategiche di Ibm e di delicate operazioni di fusione. La sua specialità, a detta di chi la conosce bene, è quella di saper offrire soluzioni intergrate per il business e non semplicemente prodotti.

In un’intervista con il Financial Times di Londra, che anticipa la notizia dell'imminente cambio della guardia al vertice della società, la nuova ad minimizza i dubbi sulla sua relativamente scarsa esperienza nel campo dell'hardware, sottolineando che le forniture di servizi rappresentano oggi il 60% del fatturato dell'Ibm. Virginia Rometty ha inoltre lavorato a stretto contatto con l'ad attuale Sam Palmisano, che quest'anno compie 60 anni. E’ l'età in cui un Ceo (chief executive officer) abitualmente si ritira nelle grandi aziende americane, e lei era da tempo, infatti, la favorita per rimpiazzarlo.

Curriculum- Rometty si è laureata alla NorthWestern University in scienze informatiche ed è entrata in Ibm nel 1981 con la qualifica di analista di sistema, iniziando così la sua scalata al vertice. Nel 2008 “Ginni” è stata l'artefice dell'acquisto della PricewaterhouseCoopers per 3,5 miliardi di dollari, allora considerata un'operazione rischiosa. La sua determinazione le è valsa la poltrona di senior vice president nel 2009.

La crescita di Ibm- L'eredità che le lascerà Palmisano, tuttavia, non è di quelle facili da portare avanti. Dal 2003, quando Palmisano è stato nominato Ceo i profitti del gruppo sono enormemente saliti, facendo rimbalzare la quotazione del titolo in Borsa. All'inizio di quest'anno Ibm ha sorpassato Microsoft come seconda società tecnologica per capitalizzazione di mercato, con davanti solo il colosso Apple. E la signora Rometty assicura che non ci sarà un drastico cambio di strategia, anzi “ciò che vedrete - ha annunciato - sarà un rafforzamento delle politiche che abbiamo già in piedi”.

Tra le donne manager più importanti d’America- La stampa americana già colloca Ms. Rometty come una delle donne manager più importanti d'America, entrando nel ristretto club dei Ceo Usa di peso al femminile che comprende Ursola Burns di Xerox, Indra Nooyi di Pepsi, Ellen J. Kullman di DuPont e Meg Whitman di Hewlett-Packard. Nomi che è facile incontrare nelle classifiche di magazine molto attenti alle fluttuazioni delle carriere e al gradimento degli investitori come Forbes.

Michela Magrini


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