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L'Italia monitorata sulle riforme economiche da UE e Fmi



     

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L'Italia monitorata sulle riforme economiche da UE e FmiIl procedere delle riforme economiche italiane, l’andamento delle pensioni e del lavoro, concordate con UE nei giorni scorsi, sarà monitorato da parte di Fmi e UE stessa. A dire sì, secondo quanto riferito da fonti Ue, sarebbe stata l’Italia stessa.

Sempre secondo la fonte senior di UE, le linee di credito precauzionali non sarebbero una scelta credibile per il Paese, inoltre avrebbero riferito che: "Occorre essere sicuri che ci sia credibilità negli obiettivi dell'Italia, che l'Italia li raggiunga. Abbiamo deciso di coinvolgere il Fmi nel monitoraggio, avvalendoci del loro metodo e gli italiani dicono che si può fare", ha riferito la fonte, che ha poi aggiunto: "L'Italia non ha nessun problema con la sorveglianza, anche con il coinvolgimento del FMI". L’autorevole fonte europea ha poi rilevato che, sia Commissione UE, sia Fmi, compileranno ognuno un rapporto sul procedere dell'Italia nel raggiungimento dei suoi obiettivi economici: questo anche in funzione del fatto che, uno dei problemi principali è la fiducia del mercato nei suoi piani.
Sempre la fonte UE, avrebbe poi aggiunto: "Con il clima generale e la mancanza di credibilità dell'Italia, ogni piccolo contrattempo o problema si aggrava e peggiora le cose, per cui i mercati non possono avere fiducia" ha terminato la fonte.

La complicata situazione si è sbloccata solo nella notte, dopo la riunione dei leder dei Paesi dell'Eurozona che fanno parte del G20, in altre parole Francia, Germania, Italia e Spagna. Nel corso della riunione si tentava di trovare un punto d’intesa comune sulla necessità e incisività delle prossime mosse da compiere per arginare la crisi del debito imperante. E a intesa raggiunta, stamane gli "sherpa" si sono messi al lavoro per finire gli ultimi punti dell'intesa stessa.
In sostanza si tratta di definire un possibile intervento di Fmi insieme all’Efsf, fondo monetario salva Stati europeo, per il sostegno degli stessi Stati che non intendono finire come la Grecia, e ai quali saranno profuse iniezioni di liquidità entro poco tempo. L’Italia sembrerebbe al primo posto nell’utilizzo della terapia proposta, al centro di una pressione politica piuttosto forte sia da parte di Francia sia da parte tedesca, a patto che accetti proprio una vigilanza stretta. E, infatti, alle prime luci dell’alba, l’Italia avrebbe acconsentito, dopo una riunione notturna, terminata circa alle due di notte, tra Sarkozy, Merkel, Berlusconi, Zapatero, i vertici Ue, la direttrice Fmi Lagarde, nel corso della quale sarebbe addirittura intervenuto Obama, a conferma di come la crisi eurozona stia fortemente preoccupando tutti. Il concetto è di dotare Fmi di fondi aggiuntivi, 1000 miliardi di dollari, per permettere ai Paesi in seria difficoltà sui mercati di sostenere il finanziamento del debito. Da giorni, infatti, ogni discorso che coinvolgeva il Fmi a livello tecnico, si poggiava sulla convinzione che nuovi strumenti e interventi Fmi o ai quali Fmi è associato, riguarderebbe in Primis l'Italia “anche se ufficialmente nessuno lo dice”. Lo strumento potrebbe essere una linea di credito a breve termine, disponibile per sei mesi al di fuori del classico quadro di condizionalità Fmi, ma solo a patto di un controllo più “forzato” delle scelte economiche nazionali.

 

Sonia Bonvini


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