Un articolo di Repubblica che rievoca il vecchio alluvione del 1970, una pagina Facebook creata e migliaia di adesioni, giovani volontari pronti a rimboccarsi le maniche e a spalare le strade genovesi, ricoperte completamente di fango.
Genova da venerdì vive il momento più brutto della sua esistenza metropolitana: un violento alluvione ha messo in ginocchio una città, alcuni quartieri, mandato in tilt il sistema di corrente elettrica, ma soprattutto ha provocato dolore, disperazione, morti e dispersi senza tralasciare le roventi polemiche post- alluvione con l’amministrazione comunale. Le polemiche accantoniamole, cercando di mettere in risalto la sensibilità che è nata da una pagina Facebook creata nella giornata di venerdì, un giorno purtroppo maledetto per la Lanterna. Emanuela Risso, una giovane laureata in lingue con la passione per i “new media”, legge su Repubblica un vecchio articolo che rievoca il precedente tragico alluvione del 1970. Altri tempi, gli unici mezzi di comunicazione esistenti erano la radio, la TV, la carta stampata e il vecchio telefono fisso. Computer, telefonini e Hi-Pod ancora navigavano nella mente umana e l’era del compianto pioniere informatico, Steve Jobs, ancora doveva nascere. Eppure nonostante una comunicazione scarsa molti giovani di quel tempo andarono a spalare e ad aiutare una città ferita.
Quel senso di solidarietà, quello spirito di squadra sta per ripetersi: la Risso chiama la redazione di Repubblica, chiede se può usare l’articolo per la creazione di una pagina Facebook. Repubblica gli concede l’uso, viene inaugurata la pagina “Gli Angeli con il fango sulle magliette” che raccoglie in meno di 48 ore migliaia e migliaia di adesioni, tutti pronti a collaborare con la Protezione Civile per spalare, liberare Genova dal fango e ridare dignità a una città messa in ginocchio. Finora non si è spalato più di tanto, sono state fornite dettagliate informazioni a tutti gli abitanti che sono rimasti al sicuro dentro le loro case, in seria difficoltà: è sconsigliato usare anche l’acqua dei rubinetti, tinta di terra e pericolosa da bere ed usare. Il maltempo in Liguria, Cinque Terre, La Spezia prima e Genova poi, non ha lasciato indifferente noi italiani e da oggi genovesi e la Riviera di Ponente, possono contare sul resto della Penisola, desiderosa di stringersi attorno a chi ha perso i familiari, una casa e non han niente. Gli Angeli di 40 anni stanno per tornare e una città sconvolta, sempre in allerta per il rischio di forti piogge, può finalmente emettere qualche sospiro di sollievo. Da quando l’ondata di maltempo ha travolto la Liguria, ci sentiamo un pò tutti liguri.
Marco Chinicò
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