Silvio Berlusconi preparandosi all’eroica sconfitta avvertiva: “Se devo morire lo farò in aula. Dimettermi vorrebbe dire darla vinta a Casini e Fini, e quindi tradire il Paese e me stesso”.Ieri, il Presidente delle Repubblica, Giorgio Napolitano, riceveva le dimissioni di Silvio Berlusconi. Oggi, gli scenari politici del post-berlusconismo non sono ancora chiari, l’unico dato di fatto
tangibile oggi, è la formazione di un governo tecnico capace di traghettare l’Italia fuori dalla crisi economica in cui è sprofondata.
Ma oggi è anche il giorno dei commenti, delle dichiarazioni dei vari leader dei partiti politici italiani. E' lo stesso Silvio Berlusconi che ha deciso di commentare le sue stesse dimissioni da presidente del Consiglio.
Il premier uscente ha inviato infatti una lettera a Francesco Storace in cui rivendica “Con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia”. “Siamo andati avanti – ha scritto Silvio Berlusconi – nella consapevolezza che la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana”. Silvio Berlusconi dopo il duro colpo sfoga la sua amarezza con Storace, leader del partito La Destra, al quale dice: “Ho fatto del bene al Paese, mi hanno fatto fuori per degli squallidi intrighi”. Berlusconi non dimentica di citare anche Fini, e lo fa con un vero e proprio affondo: "La fronda della componente finiania è stato il peccato originale che ha minato il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene".
Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a nome del terzo polo ha dichiarato: "Noi auspichiamo la nascita di un Governo fino a fine legislatura perché tatticismi e furberie non sarebbero ammessi". Casini sottolinea per prima cosa che il Terzo polo "ha espresso al Capo dello Stato gratitudine per l'autorevolezza e l'equilibrio con cui ha governato una fase politica così difficile per il Paese".
Casini, accompagnato da Francesco Rutelli, Italo Bocchino, Benedetto Della Vedova, Giampiero D'Alia, Lorenzo Cesa e Pino Pisicchio, ha infine aggiunto: "i partiti italiani sono al bivio: o speculano sulla situazione sperando in qualche rendita elettorale" o si assumono delle "responsabilita'" come il terzo polo ha sollecitato "per primo e da solo in questo periodo". Secondo quanto espresso da Casini, il nuovo governo dovrà operare fino a fine legislatura: “Abbiamo espresso l'auspicio che il governo duri fino alla fine della legislatura - ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, al termine della consultazione del Terzo Polo al Quirinale.
Il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, ha commentato così le dimissioni di Silvio Berlusconi: ”E’ il giorno della liberazione. Tempo fa dissi: il più antiberlusconiano di tutti sarà quello che lo manda a casa”.Bersani ha inoltre aggiunto che: “Potevamo vincere le elezioni ma non mi interessa vincere sulle macerie. Mi interessa il futuro del Pd, soprattutto in questo passaggio che non sarà breve.” Infine, il segretario del Pd termina dichiarando: “Il governo Monti me lo aspetto di caratura tecnica, improntato a criteri di sobrietà e concentratissimo a risolvere i problemi degli italiani che siano essi elettori del Pd o del Pdl”.
Anche Umberto Bossi, leader della Lega Nord e storico alleato del Cavaliere, aveva chiesto le dimissioni all’uscente Presidente del Consiglio. Il Senatur aveva infatti più volte chiesto a Berlusconi di favorire l’ascesa di Angelino Alfano, con una prospettiva di un nuovo Governo formato dai vecchi alleati, la Lega e il Pdl, ma senza il Cavaliere.Umberto Bossi, dopo il colloquio con Napolitano, avrebbe detto che: “Sarà un'ammucchiata enorme, non hanno bisogno di noi. Staremo fuori, all'opposizione, vigili, a vedere le cose che il governo proporrà. Vedremo di volta in volta e decideremo. Vedremo le cose che il governo vorrà fare, dobbiamo conoscere bene cosa deve fare e come lo farà, in ogni caso non diamo mandati in bianco. I voti li avranno. Noi abbiamo sempre in mente la nostra Padania, il nostro interesse rimane l'interesse del Nord”. A queste dichiarazioni hanno subito fatto eco quelle di Roberto Maroni, il quale ha riferito: “Andare all'opposizione è un balsamo: allontana tentazioni ed inciuci” afferma Roberto Maroni, che considera superate le tensioni in Lega: “Non escludo che si possa arrivare presto alle elezioni. Ho parlato con Berlusconi. L'ho trovato provato, stanco demoralizzato ma è sempre un gran combattente. Credo che si stia per chiudere un'epoca. L'accordo Lega-centrodestra in 17 anni ha avuto momenti esaltanti: credo che si stia per chiudere una fase. Si apre una pagina bianca, si gira pagina e si deve cominciare a scrivere”.
Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, invece ha dichiarato, dopo l'incontro con Napolitano: “Il governo che si sta formando sia a tempo. Giudicheremo la squadra e il programma. Attendiamo con fiducia che il presidente Napolitano ci indichi il nome del premier e che il caposquadra ci indichi chi è in squadra. Una squadra in cui non ci siano politici. Bisogna tornare al più presto alle urne. Nell'emergenza attuale, però, è difficile avviare le procedure per votare. Abbiamo spiegato al presidente Napolitano che consideriamo la giornata di ieri come un giorno della liberazione. Con la chiusura dell'esperienza di Berlusconi finisce un'epoca buia, di caduta morale, etica e politica. Da oggi lavoriamo tutti a ricostruire le condizioni politiche, economiche ed istituzionali del Paese”.
Beppe Grillo nel suo blog interpreta così i fatti e l'ipotesi di un governo Monti, che per Grillo assomiglierebbe a quello di Badoglio: ''Il Cavalier Silvio Berlusconi è stato ricevuto al Quirinale dalla controfigura di Umberto II, l'ultimo re d'Italia. La scena nei modi e nella sua rappresentazione e' la medesima del 1943, quando a Villa Savoia Vittorio Emanuele III comunico' al Cavalier Benito Mussolini il suo licenziamento. In entrambi i casi il successore venne scelto dal regnante. Ieri fu Badoglio, adesso è Monti''. Poi aggiunge ''La Seconda Repubblica volge al termine. Ci ha fatto largamente rimpiangere la Prima. Chi grida 'Elezioni, elezioni!' – aggiunge il comico – non sa di cosa parla, o forse pensa solo alle poltrone. La data delle elezioni è già stata decisa a Washington, Parigi e Londra, e con tutta probabilità sarà il 2013''.
Vendola, leader di Sel, si è detto emozionato per la gente in piazza, ma preoccupato ancora dal 'berlusconismo', ha affermato che quest’ultimo non si esaurisce con le dimissioni di Silvio Berlusconi. Inoltre Nichi Vendola accoglie con molta cautela l'imminente passaggio a un governo tecnico: "Mi inquieta la ricerca di soluzioni extrapolitiche, l'invocazione che leggo da molte parti, di un demiurgo dotato di poteri quasi sovrannaturali - dichiara da Pechino, dove è in missione - c'è il rischio di un suicidio della politica".
Angelino Alfano, intervistato da Lucia Annunziata a 'In mezz'ora', su Raitre, forte e sicuro che il leader del Pdl è e resterà Berlusconi, “Calamita odierna di voti”, ha espresso poi ostentazione per le scene di piazza viste ieri. E il clima nel Pdl? Alfano risponde dicendo: “E' vero che nel partito ci sono delle grandi opposizioni al governo tecnico Monti, sono anche giustificate. Anche a costo di aspri contrasti interni, la nostra posizione, comunque, non cambia: diremo sì all'incarico a Monti'', ma per votare il nuovo governo, avverte, ''vogliamo vedere prima il programma, la composizione e i tempi del mandato. Oggi diremo sì al conferimento dell'incarico a Monti - chiarisce l'ex Guardasigilli - poi ci vedremo con lui e in base al programma e di conseguenza alla durata temporale e alla composizione del governo diremo di sì oppure di no. Se fallisce il tentativo si va al voto''. Secondo Alfano poi, ''il senso delle dimissioni di Berlusconi è così legato alla responsabilità sua, personale e istituzionale, per il bene del Paese, che è indispensabile ribadire che oggi abbiamo ancora la maggioranza al Senato mentre alla Camera non siamo mai stati battuti, abbiamo solo perso un po' di voti. Allora, bisogna sottolineare che non c'è una maggioranza alternativa e se ci fosse, sarebbe un ribaltone. L'unico modo per evitare il ribaltone è che ci sia il partito che ha vinto le elezioni, cioè il Pdl''. E per dare il suo benestare a Monti il Pdl ha alcuni punti saldi, per esempio il nuovo ministro della Giustizia che dovrà essere "di buon senso ed equilibrato", perché "se non lo considerassimo di buon senso ed equilibrato non daremmo la fiducia al governo" ha aggiunto Alfano. Quanto alla composizione che il governo Monti dovrà avere, Alfano dimostra ''perplessità significative sull'inserimento di politici in squadra, non vogliamo dare una connotazione politica a questo governo, siamo per tutti tecnici''.
Anche Fabrizio Cicchitto ha commentato quanto successo, in special modo nelle ultime ore: “Deve esserci un rapporto fra il clima generale esistente nel Paese e a livello politico parlamentare e la possibilità di dar vita ad un governo di transizione che non sia un inciucio, ma un impegno per l'emergenza economica con un conseguente calo di tensione nello scontro tra le forze politiche" dice il capogruppo del Pdl alla Camera, che poi lancia un monito: o c'è rispetto verso il Pdl o il governo Monti non decolla. “Se qualcuno pensa possibile fare nel contempo un governo impegnato in una manovra economica assai rigorosa e fare discorsi di rara faziosità come quello pronunciato ieri alla Camera da Franceschini e una moltiplicazione di manifestazioni come quelle avvenute ieri a Roma e autentici plotoni di esecuzioni come è diventato il Tg3, sbaglia di grosso. O questo governo ha come presupposto non intese impossibili ma almeno il rispetto reciproco fra le forze in campo, oppure se questo non c'è, è evidente che il suo decollo diventa molto problematico”.
Daniela Santanché, leader del Movimento per l'Italia, Ignazio La Russa e Storace chiedono invece a Fini di dimettersi. La Santanchè commenta così i fatti delle ultime ore: "Fini aveva annuciato davanti agli italiani di essere pronto a dimettersi da Presidente della Camera nello stesso momento in cui Berlusconi si sarebbe dimesso da Presidente del Consiglio: è un quaquaraquà". La Russa invece ironizza: "Ma non si e' ancora dimesso Fini? Si dimette o no. Aveva promesso di dimettersi da presidente della Camera 5 minuti dopo le dimissioni di Berlusconi. Ce lo farà sapere..." conclude. E Storace all'Auditorium del Lingotto di Torino, dove si e'concluso il secondo Congresso Nazionale de La destra, e' stato acclamato da una lunga standing ovation di militanti e delegati quando ha attaccato in maniera diretta il presidente della Camera Gianfranco Fini: "Ora, Fini, devi dimetterti anche tu: devi rimanere disoccupato, perché' la Camera non e' la casa di Montecarlo. E se tenesse fede alle promesse fatte, il leader di Fli avrebbe dovuto mollare la poltrona un minuto dopo di Silvio Berlusconi" ha spiegato Storace.
Repubblicani e Psi, senza troppi discorsi o attacchi, confermano il sostegno a Monti, con i primi che dichiarano:” I repubblicani si sono affidati al prudente giudizio del presidente Napolitano per la risoluzione della crisi, dichiarando sin d'ora il loro consenso al nome del professor Mario Monti”, ha riferito il segretario del Pri, Francesco Nucara dopo aver incontrato il presidente Napolitano. Per Riccardo Nencini, leader del Psi, l’incontro con Napolitano “È stato un incontro positivo. Abbiamo confermato il nostro sostegno a Mario Monti e abbiamo evidenziato due aspetti: il governo dovrebbe essere composto da tecnici ed eccellenze politiche di qualità. C'è più bisogno di equità sociale ed economica”. E anche Carmelo Lo Monte e Giovanni Pistorio dell’Mpa confermano il loro appoggio al nuovo esecutivo, esprimendo al capo dello Stato “convinto apprezzamento per la sua azione in questo delicatissimo momento”.
Via libera e poche polemiche anche da parte dei parlamentari liberali-repubblicani Giorgio La Malfa, Italo Tanoni e Daniela Melchiorre che hanno assicurato a Napolitano che daranno “incondizionato sostegno a Mario Monti”.
Antonio Buonfiglio con una nota dichiara: “Fareitalia per la Costituente Popolare ritiene necessario realizzare subito l'agenda concordata dall'Italia con l'Europa ed è favorevole al conferimento dell'incarico al sen. Mario Monti con l'obiettivo di realizzare un governo di larghe intese che abbia il pieno consenso delle principali forze politiche e della coalizione che ha vinto le elezioni”.
Ma il consenso per Monti arriva anche dagli estremi opposti dell’Italia, Grande Sud sottolinea “Abbiamo ribadito al presidente Napolitano il nostro no alle elezioni anticipate - dice Arturo Iannaccone - e manifestato apprezzamento per la figura di Mario Monti, sul cui nome sembra ci sia una convergenza”. Union Valdotaine invece, apprezza l’iniziativa Napolitano, dichiarando che i parlamentari dell'Union Valdotaine sosterranno “la complessa iniziativa” portata avanti dal capo dello Stato perchè ora “andare ad elezioni anticipate avrebbe significato sprofondare il paese in un clima insostenibile”.
Emma Bonino, esponente dei Radicali a Tgcom24 afferma: "A Monti, che stimo, auguro di ottenere un sostegno non freddo e lancio un appello alle forze politiche affinché si possa andare al di là degli interessi di ciascuno e pensare al Paese. In questo momento serve coraggio e ambizione. L'Italia - ha sottolineato - aspetta riforme da vent'anni.”
Fabio Granata, Vicecordinatore nzionale di Fli nel suo blog scrive “La rivoluzione italiana, la fine politica di Berlusconi e l'apertura di una nuova pagina per la nazione, densa di incognite ma tutta da scrivere, nasce innanzitutto dal "coraggio di dire di no"di Gianfranco Fini e di chi lo ha seguito nella sua rottura irreparabile con Berlusconi e ciòche ha rappresentato e nella lunga marcia nel deserto,intrapresa a Bastia Umbra".
E mentre il capo dello Stato incontra i diversi leader dei partiti, Silvio Berlusconi sembra stia preparando un video messaggio da diffondere nel Paese, secondo fonti ufficiose lo starebbe preparando proprio a Palazzo Chigi.
S. Bonvini












