Ieri, domenica 13 novembre, alle ore 19.45, il Quirinale ha reso ufficiale l'incarico a Mario Monti, e stamane sono iniziate le consultazioni per formare il nuovo governo.
Monti ieri sera, come comunicato dal segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra, ha accettato, ma con riserva.
Da quella comunicazione, passano pochi minuti, e il neo Senatore Monti, da quel momento anche nuovo premier italiano, rilascia una dichiarazione nella quale, molto sinteticamente, rende noto che i tempi per la scelta dei nuovi ministri sono “urgenti”, ma si conciliano, comunque, con la necessità di fare un lavoro “solido e scrupoloso”. In seguito Monti chiarisce di “assumere l'incarico con profondo rispetto nei confronti del Parlamento e delle forze politiche”, lasciando intendere che ci sono tutti i margini per sciogliere rapidamente la riserva.
Poi arrivano le parole, come un eco, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ribadiscono la necessità di "scelte urgenti" di consolidamento della situazione finanziaria del Paese e di miglioramento delle prospettive di crescita economica e di equità sociale.
Queste scelte, dice Napolitano, derivano dalla gravità della crisi finanziaria e dei pericoli di regressione economica dinanzi a cui si trovano l'Italia e l'Europa: "La particolare fragilità del nostro paese sta nell'altissimo debito pubblico accumulato nel passato. E' un peso che - visto il fortissimo rialzo degli interessi sui nostri Buoni del Tesoro e il ristagnare dell'attività economica - rischia di mettere a dura prova l'impegno dello Stato", ha affermato il Capo dello Stato, che prosegue: "Da domani alla fine di aprile verranno a scadenza quasi duecento miliardi di Euro di Buoni del Tesoro e bisognerà rinnovarli collocandoli sul mercato. Tentare in questo momento di evitare un precipitoso ricorso a elezioni anticipate e quindi un vuoto di governo, è un'esigenza su cui dovrebbero concordare tutte le forze politiche e sociali preoccupate delle sorti del Paese".
Napolitano ha poi concluso affermando che: "E' giunto il momento della prova, il momento del massimo senso di responsabilità. Non è tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni. E' ora di ristabilire un clima di maggiore serenità e reciproco rispetto. Operiamo tutti, nei prossimi mesi, per il bene comune, facendo uscire il paese dalla fase più acuta della crisi finanziaria. Questo, credo, è ciò che l'Italia si augura".
Da quel preciso momento si è aperta l’era del governo tecnico, quello di Mario Monti, il professore dalla personalità indipendente, rimasto sempre fuori dalla mischia politica, dotato di competenze ed esperienze che ne fanno una figura altamente conosciuta e rispettata in Europa e nei più larghi ambienti internazionali.
E questa mattina, alle ore 10.30, sono partite le consultazioni a Palazzo Giustiniani, dove ha sede l'ufficio concesso a Mario Monti in qualità di senatore a vita, con un vero e proprio pellegrinaggio di delegazioni. La prima di queste è stata Sud Tiroler Volkspartei, dieci minuti dopo sono arrivati i delegati dell'Union Valdotaine, e, seguendo la programmazione in agenda, gli altri, fino alle 18.00, con l’appuntamento finale coi rappresentanti di Camera e Senato del Terzo Polo e dell'Mpa. Pd e Pdl saranno ricevuti dal premier incaricato martedì 15 novembre a partire dalle 9.30, poi, nel pomeriggio riceverà le parti sociali. Davvero tempi stretti per la formazione delle pagine di questa nuova era, con l’occhio puntato ai mercati e un altro al rispetto della prassi parlamentare.
Mario Monti potrebbe sciogliere le riserve già in serata, anche se ieri il presidente Giorgio Napolitano ci ha tenuto a precisare che per la formazione del nuovo governo non e' necessario stabilire alcun record, e Monti stesso ha sottolineato che: ''Le consultazioni che svolgerò saranno condotte con senso dell'urgenza ma con scrupolo. Tornero' dal presidente della Repubblica quando saro' in grado di sciogliere la riserva''.
Gli incontri partiti questa mattina dovrebbero dunque sbloccare la situazione e consentire a Monti di tornare al Quirinale con la lista dei ministri in tempi ultra rapidi, forse già in serata appunto, oppure domani. Seguirà il giuramento e la fiducia al nuovo esecutivo alle Camere.
Con questi tempi si dovrebbe riuscire a rassicurare i mercati, entrando così, nella fase operativa del nuovo esecutivo che già al primo consiglio dei ministri potrebbe varare provvedimenti strutturali per mettere in sicurezza i conti pubblici.
Anche ieri Monti ha lavorato al programma. Una giornata anche, all’insegna di fotografi, cronisti e cameraman, con un primissimo commento concesso dal professore bocconiano che insieme alla moglie Elsa andava a messa a Sant'Ivo alla Sapienza: “Visto che splendida giornata?”
Il debutto del professor Monti davanti alla stampa è iniziato con la sobrietà e la sintesi che lo hanno contraddistinto in tante altre occasioni pubbliche. Le dichiarazioni che ha rilasciato, nelle ore a seguire, ne sono un esempio: “Intendo adempiere a questo compito con grande senso di responsabilità e di servizio verso il nostro Paese”, poi il neo senatore a vita chiama l'Italia al suo riscatto:”vincere la sfida del riscatto in un momento di particolare difficoltà, in un quadro europeo e mondiale turbati”. Non nasconde a nessuno che la situazione presenta molti “aspetti di emergenza” ma il professore si mostra fiducioso sulla possibilità di superarla “con uno sforzo comune”.
Per Mario Monti le priorità sono chiarissime,”Risanamento e crescita sono le priorità da coniugare”, in un quadro di “equità sociale”. Con visibile orgoglio sottolinea che l'Italia deve tornare ad essere un elemento di forza e non di debolezza della Ue e deve porsi l'obiettivo di dare “un futuro concreto di dignità e speranza ai nostri figli”.
Adesso, come prassi consolidata, il vero test sulla fiducia la formuleranno i mercati finanziari, anche se l’esordio parla da solo, attendendo l’asta dei titoli di Stato di oggi.
Ma alcune considerazioni arrivano già, per il Financial Times il nuovo Premier dovrà "riparare il motore inceppato" della Nazione, mentre secondo il Wall Street Journal il compito del noto economista sarà molto difficile, perché dovrà tagliare il pesante debito domestico spingendo contemporaneamente sulla crescita.
Guarda il video IL PREMIER INCARICATO: "CRESCITA ED EQUITA' SOCIALE
Mario Monti, una vita all'insegna della discrezione
Sonia Bonvini












