Si è da poco conclusa la più che attesa asta dei titoli di Stato, primo test del futuro Governo presieduto da Mario Monti, con un forte aumento dei rendimenti.
Non ci sono stati problemi per il Tesoro per collocare Btp, buoni poliennali, a 5 anni, quindi con scadenza nel 2016, per 3 miliardi di euro, l'importo massimo previsto. Tuttavia, la voglia percepita di bond italiani da parte degli investitori, la pagheremo a caro prezzo: il rendimento sui quinquennali è schizzato di 0,97 punti base rispetto alla precedente aggiudicazione, portandosi a un rendimento del 6,29% livello più alto dal 1997.
L’ultima asta analoga era avvenuta ad ottobre. L'asta ha registrato un aumento della domanda con un rapporto bid-to-cover passato a 1,47 da 1,34 della precedente asta di ottobre. In particolare, la quinta tranche del BTp a 5 anni, scadenza 15/09/2011, ha raggiunto richieste per 4,4 miliardi.
Il tasso resta comunque inferiore a quello dei titoli scambiati sul secondario, che prima dell'asta si attestava a 6,438% salvo poi scendere rapidamente dopo l'operazione effettuata fino al 6,387%.
La reazione dei Mercati è da considerarsi, tutto sommato, positiva. Piazza Affari conserva un guadagno frazionale in un contesto europeo altalenante, e lo spread tra BTP decennale e Bund tedesco si attesta attorno ai 457 punti base. Da ricordare che lo spread, dopo essere scivolato sotto quota 450, si è riportato a 480 punti base, in rialzo, ma sicuramente lontano dal picco a 575 punti raggiunto la settimana scorsa prima della nomina a senatore a vita di Mario Monti.
Secondo gli analisti il risultato era atteso, adesso la nuova prova sarà attesa per il 25 novembre, con l’asta di BOT e CTZ, resteremo in trepida attesa per vedere quale sarà il nuovo giudizio.
S.Bonvini












