Secondo una comunicazione Istat, il fatturato dell'industria a settembre e' calato del 5,4%, al netto della stagionalità, su agosto, e più precisamente del 5,4% sul mercato interno, nazionale, quello più rilevante, e del 5,3% su quello estero.
Il calo congiunturale deriva dal rimbalzo negativo rispetto al mese di agosto, che era andato molto bene, ed è anche il dato congiunturale peggiore dall’agosto del 2008. Mentre, nella media degli ultimi tre mesi (luglio-settembre), l'indice è salito dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno). Su base annua invece, secondo i dati corretti per gli effetti di calendario, è salito dell’1,9% ma solo grazie all’effetto traino derivato dal mercato estero (+6,2%) per i beni intermedi, visto che quello interno risulta fermo.
Un aumento congiunturale dello 0,7% inerente gli indici destagionalizzati del fatturato, viene rilevato nel settore energia. Le diminuzioni, del 10,4%, sono registrate nel comparto per i beni strumentali, -1,5% per i beni di consumo e - 6,4% per i beni intermedi.
E sempre per il fatturato, il settore di attività economica per il quale si registra l'incremento maggiore e' quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati con un +12,9%, metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+6,1%) oltre a quelli delle bevande, industrie alimentari e tabacco (+3,8%). Cali e anche considerevoli invece, per i prodotti di elettronica e ottica, orologi e apparecchi di misurazione, nella fabbricazione di computer, apparecchi elettromedicali, che segnano un -16,2%, seguono le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature con -4,4%. Cali anche nel comparto della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche che registrano un -3,1%.
In calo anche gli ordinativi totali, che risultano diminuiti, sotto il profilo congiunturale, e sempre a settembre, di un - 8,3%. Questo scivolone è stato determinato dallo stallo del mercato interno, e anche qui ci troviamo di fronte ad un dato congiunturale tra i più bassi dall'agosto del 2009. Su base annua si è rilevata una riduzione del 3,6% (dato grezzo). Anche in questo caso, i segni negativi di settembre hanno risentito anche del confronto con il mese di agosto, che era risultato invece positivo.
Questo calo congiunturale è dipeso da una forte riduzione, del 10,1% degli ordinativi nazionali e del 5,5%, più contenuti dunque, di quelli esteri. Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali aumentano dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. Rispetto al mese di settembre del 2010, l'indice grezzo degli ordinativi segna un calo del 3,6%. Anche per gli ordinativi, i cali tendenziali maggiori si registrano per la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-28,5%) oltre che nel comparto della fabbricazione di mezzi di trasporto (-15,8).
Del tutto in linea la dinamica su base annua, con gli ordini di settembre calati del 3,6%, peggior dato da ottobre del 2009, complice il ribasso del mercato interno (-8,1%); infatti, fuori confine nazionale, gli ordinativi sono addirittura risultati in aumento (+4,3%). Da un’analisi dei diversi settori, in termini tendenziali, gli aumenti più significativi si registrano nelle fabbricazioni di prodotti chimici (+3,0%), nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+0,1%) e la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+0,8%) e nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+0,8%).
S.B.












