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Tangenti Enav: per pentiti tutti i partiti partecipavano alla spartizione, escono i nomi



     

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Tangenti Enav: per i pentiti tutti i partiti partecipavano alla spartizione, escono i nomiProsegue l’inchiesta dei pm sulla vicenda Enav portando così a nuovi dettagli: tutti i partiti partecipavano alle spartizioni delle nomine in Enav e Finmeccanica.

Inoltre, i soldi degli appalti dell'ente che Lorenzo Borgogni, responsabile delle relazioni istituzionali Finmeccanica, gestiva, erano destinati non solo ad esponenti del Pdl, ma nel sistema "lottizzato", secondo i pm di Roma, c'era spazio "anche per i partiti di opposizione". Intanto spuntano altri soldi indirizzati da Pugliesi all'Udc.
Insomma a ben vedere, contrapposizioni politiche di faccia a parte, davanti ai soldi o alle nomine niente divide e differenzia i partiti, anche i Comunisti italiani sono riusciti a ottenere il loro consigliere. Secondo i pentiti però, al momento della distribuzione di affari e favori vari, Udc, An e Forza Italia sarebbero stati i partiti più “mangioni”. Secondo quanto si apprende in queste ore, se gli imprenditori volevano ottenere appalti e quindi lavoro, dovevano consegnare soldi ai manager e questi li giravano poi ai politici, il più delle volte facendoci anche una sostanziosa "cresta".
Una ricostruzione meticolosa e precisa quella fatta dai pm di Roma che lascia intravedere come i faccendieri "facevano i compiti" in un sistema "corrotto". 

Ora, nei verbali di interrogatorio spuntano anche i nomi di politici, come quello di Altero Matteoli, di Pierferdinando Casini, di Lorenzo Cesa e di Gianni Alemanno. Gli atti sull'inchiesta Finmeccanica-Enav, resi noti oggi da Repubblica e Corriere della Sera, narrano le vicende di un Sistema "corrotto" fin negli interstizi, con gare d'appalto "pennellate", i finanziamenti non dichiarati, le società segnalate dai parlamentari e agevolate per ottenere l'assegnazione delle commesse, i ministri che avrebbero ottenuto il via libera nell'assegnare i posti di dirigenza, i fondi neri creati con sovrafatturazioni fino al 60% del valore delle commesse. Queste sono le vicende narrate da chi, dopo essere stato incarcerato, ha deciso di collaborare con la magistratura. Azioni insomma, compiute da parte di una Politica vorace ed affamata nelle sue richieste di denaro. Ma non è tutto. Negli atti emerge soprattutto che l’Enav era la "tasca" e il "feudo dell'Udc", con Pierferdinando Casini e Lorenzo Cesa che si avvicendavano nel gioco. Negli atti si legge "Come An", almeno un suo ex ministro, Altero Matteoli, ma anche della "corrente del sindaco Alemanno", di "Gasparri e La Russa", i quali bussavano agli onorevoli del Pdl (Milanese, Floresta, Brancher) per i denari di casta, e, che anche la Lega voleva la sua parte. Nessuno escluso insomma, nemmeno il parlamentare Marco Follini ai tempi in cui era vicepresidente del Consiglio. Tra i “pentiti” c’è Tommaso Di Lernia, che ha rivelato ai pm di aver portato, accompagnato da Pugliesi, 200 mila euro al tesoriere udc Giuseppe Naro il 2 febbraio 2010. Di Lernia ha poi citato numerosi altri politici e poi ha chiamato in causa molti parlamentari e membri di governo. Poi, c’è il consulente del presidente Pier Francesco Guarguaglini e della moglie amministratore di Selex Marina Grossi, Lorenzo Cola. Sia Di Lernia che Cola, stanno rispondendo da tempo alle domande del pm Paolo Ielo. I due manager dimostrano di sapere molto,, infatti in una intercettazione ambientale un dirigente di Enav dice: "Ielo pensa di fare il milanese, ma a Roma le cose si fanno alla romana. O si calma o lo calmano".

Nel giugno di quest’anno Di Lernia dichiara: "Enav ha acquisito per una cifra spropositata un ramo di azienda di Optimatica, per un valore di circa 15 milioni di euro. Optimatica è una società vicina al ministro Matteoli, credo che eroghi finanziamenti alla fondazione a lui riconducibile ed è attraverso questi favori che Pugliesi si è garantito l'appoggio per la conferma nel ruolo di amministratore delegato. Fondamentalmente la conferma di Pugliesi alla carica di ad è dovuta a due canali: l'appoggio di Matteoli e l'appoggio di Milanese, favorito attraverso l'operazione della barca (il pagamento delle rate di leasing ndr ) e la somma di 10 mila euro mensili che l'imprenditore Proietti erogava a Milanese per pagare un affitto per il ministro Tremonti. Il manager Raffaello Rizzo era un uomo di Pugliesi e il suo ruolo era quello di favorire le imprese che erogavano finanziamenti all'Udc e alla frangia romana riconducibile all'attuale sindaco, di Alleanza nazionale. Sostanzialmente tali imprese portavano finanziamenti all'Udc alle feste del partito, a fare delle donazioni. Per contro i finanziamenti agli uomini di An, secondo quanto mi ha riferito Pugliesi, avvenivano direttamente nell'ufficio di Pugliesi, dove gli imprenditori portavano le somme di denaro che Pugliesi dava agli uomini di An".
Poi Di Lernia parla dell'Udc: "Ricordo anche che in un'occasione, in relazione ai lavori fatti a Venezia, vennero assegnati lavori a una società che si chiama Costruzioni e Servizi, vicina a Follini, all'epoca vicepresidente del Consiglio. Con riferimento al versamento dei 200 mila euro Pugliesi mi disse che erano destinati a Casini. Vennero consegnati al tesoriere dell'Udc perché erano assenti sia Cesa che Casini, impegnati in un'operazione di voto, secondo quanto mi disse il tesoriere medesimo". Il 6 settembre viene interrogato il commercialista Marco Iannilli che risulta in società con Di Lernia e dichiara: "Consegnai a Di Lernia 300 mila euro su indicazione di Cola, parte dell'acconto dovuto a Pugliesi (complessivamente 600 mila euro) la cui quota parte, nella misura di 300 mila euro, avrebbe dovuto essere consegnata al partito di riferimento di Pugliesi, l'Udc".

Passano un paio di mesi dalle dichiarazioni del Di Lernia, e ad agosto Lorenzo Cola non solo conferma quanto già acquisito dai pubblici ministeri ma dice qualcosa in più, fa dettagli e nomi, e nel verbale dichiara: "Sul piano strettamente formale il potere di nomina del cda di Enav apparteneva al ministero dell'Economia, sul piano sostanziale era frutto di una precisa spartizione politica. In concreto, nella prima fase ossia tra il 2001 e il 2002 vi era un tavolo delle nomine o laboratorio interno alla maggioranza composto da Brancher, Cesa, Gasparri o La Russa e un uomo della Lega. Quanto ai riferimenti politici dei soggetti che si sono succeduti nel tempo, posso dire che Pugliesi è sempre stato in quota udc originariamente riferibile a Baccini. Devo aggiungere che dentro Finmeccanica il riferimento è Bonferroni, deputato ancora ora confermato nel ruolo di cda della holding. A quanto mi risulta Nieddu venne nominato direttamente dal Tesoro, Martini aveva come riferimento An e il ministro Matteoli". Poi rivela: "Nell'ultima tornata di nomine io fui messo a conoscenza che Matteoli aveva ottenuto un accordo con Tremonti per il quale avrebbe potuto decidere le presidenze delle società... Ed è proprio per ingraziarsi Matteoli che Pugliesi, tre giorni prima dell'ultima nomina del Cda di Enav fa l'operazione Optimatica chiudendo un contratto poco inferiore alla soglia oltre la quale sarebbe scattata la necessità di una delibera del Cda. Nieddu mi ha riferito di un incontro avvenuto all'Harry's bar di Roma tra Matteoli, un suo parente e un apicale di Optimatica nei giorni precedenti la delibera di Pugliesi. Poco dopo Optimatica ha assunto quel parente di Matteoli». Cola racconta di «buste» piene di soldi - anche 300 mila euro - che l'ex direttore generale di Alenia Paolo Prudente gli consegnava da portare a Lorenzo Borgogni «per le necessità di pagamento di entità istituzionali". E poi dice come "agli inizi del 2008 è avvenuta la consegna di somme di denaro a Bonferroni quando portai a Borgogni 300,350 mila euro in contanti".
Cola, che in principio negava di essere a conoscenza delle tangenti versate ai politici, il 24 agosto scorso afferma: "Nelle nostre discussioni (con Guarguaglini, ndr ) l'attività di sovrafatturazione e di pagamento di tangenti veniva definita "fare i compiti". Locuzione che serviva per definire anche l'attività di mettere a posto le carte, la contabilità e tutto il resto, per evitare si scoprissero i fatti illeciti che intervenivano. Quando qualcuno incappava in qualche vicenda giudiziaria, e a ciò veniva dato risalto mediatico, dicevamo che avevano fatto male i compiti". Anche l'amministratore di Selex era "consapevole", secondo Cola. Afferma nell'interrogatorio del 9 dicembre 2010: "Si parlava con l'ad Marina Grossi del fatto che per lavorare in Enav occorreva pagare tangenti. È un sistema che lei ha ereditato e che ha continuato a realizzare".

Lorenzo Borgogni invece, nelle dichiarazioni ai magistrati di Napoli, con i quali ha cominciato a collaborare, si è definito "collettore dei rapporti con i politici". Praticamente "Borgogni gestiva il livello di pagamenti destinati ai politici". E’ lo stesso manager che ammette di aver fatto "assumere la figlia di Floresta (Ilario, ex deputato di Forza Italia, ndr ), che ne aveva fatto richiesta a Martini, in una delle società del gruppo Finmeccanica". Agli atti è allegata un'intercettazione telefonica dello stesso Borgogni con tale "Marco", quest’ultima riportata su Repubblica e Corriere della Sera.
Insomma, dagli atti emerge chiaramente che i vertici di Finmeccanica e Selex , Pierfrancesco Guarguaglini e la moglie Marina Grossi, erano "pienamente consapevoli" di quanto accadeva, infatti  raccomandavano di "fare bene i compiti", perche' ne sarebbe andata della loro riconferma nella carica. Emerge chiaramente che il verminaio aveva un suo custode, portavoce della corruzione a Palazzo, Lorenzo Borgogni, dimissionario manager dalla carica di relazioni esterne della holding, facile a confondersi se le richieste arrivavano "dal Pd o dal Pdl".

S.B.



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