Il Dipartimento dell’Economia e delle Finanze rende noto un decreto, firmato il 21 novembre scorso dal presidente del Consiglio dei Ministri nel quale si concede – tra le altre cose – un “differimento del versamento di 17 punti percentuali dell'acconto Irpef dovuto per il periodo d'imposta 2011”. La misura era
stata già inclusa nella manovra estiva del 2010 (articolo 55) che calcolava un beneficio per le aziende pari a 2,3 miliardi di euro a valersi nel 2011.
Tale provvedimento consente di abbattere l’acconto che le imprese devono versare come contributo Irpef entro mercoledì 30 novembre dal 99% all’82%. La restante parte (il 18%) dovrà essere saldata entro il mese di giugno del 2012.
La manovra avrà come effetti benefici quello di incrementare i consumi, una "boccata d'ossigeno" soprattutto in questo momento in cui si teme un ulteriore rincaro dell'IVA fino al 23%.
La nota prende in considerazione anche i contribuenti che hanno già provveduto a versare l’acconto al 99% come era previsto in precedenza. Il dipartimento agevola questi soggetti attribuendo loro un credito d'imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Nella nota, infatti, si legge che “per coloro che si sono avvalsi dell'assistenza fiscale, i sostituti d'imposta tratterranno l'acconto applicando la nuova percentuale dell'82%. Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare tale riduzione, i sostituti d'imposta provvederanno a restituire nella retribuzione erogata nel mese di dicembre le maggiori somme trattenute. Nel caso in cui i sostituti d'imposta non siano in grado di riconoscere la riduzione dell'acconto sulle retribuzioni erogate nel mese di dicembre 2011, gli stessi dovranno comunque restituire le maggiori somme trattenute nella retribuzione successiva”.
M.S.P.












